Al via la bonifica dell’ex fabbrica Sadoch

L’insegna con il nome del fondatore dell’impresa Saul Sadoch campeggia ancora sulle murature ormai deteriorate. Una storia lunga e tormentata quella dell’edificio che a partire dalla metà degli anni ’50 ospitò la celebre fabbrica di carta fondata già nel 1914 ai tempi del primo conflitto mondiale. Una storia che più di 40 anni dopo si sposta nella struttura di viale Ippodromo, 4 dove resterà attiva fino agli anni Novanta, per poi lasciare il passo alla nuova sede posizionata nella zona industriale della città. Ma intanto la dismissione del fabbricato in questione viene seguita da un inevitabile abbandono e degrado del luogo. Basta soffermarsi ancora oggi nei pressi dell’area per osservare i muri scrostati, le finestre sventrate, le serrande arrugginite e le erbacce che crescono alte ovunque. Oltre ad una serie di scritte e disegni che hanno lordato le pareti.
Nonostante gli ingressi siano sbarrati da catene e grossi lucchetti, non è difficile superare le barriere. E le scorribande notturne condite da atti vandalici che si sono susseguite nel tempo ne sono una testimonianza. Così come la serie di progetti che si sono alternati per invertire la rotta di degrado del doppio immobile che conta su una superficie complessiva di ben 9mila metri quadrati. Senza dimenticare i pericoli causati dai continui cedimenti della struttura con la caduta di pezzi di intonaco sulla strada abbattuti dalle raffiche di vento.
Ma adesso arriva la tanto attesa svolta che prelude alla nuova vita dell’immobile. A partire dalle prime operazioni di bonifica del sito già avviate, fino ad arrivare al cambio della destinazione d'uso, che prevede la realizzazione di alloggi sociali a canone agevolato. È realtà, infatti, la convenzione stipulata tra il Comune di Trieste e la finanziaria internazionale Investments Sgr spa per conto del Fondo Housing Sociale Fvg. Un accordo nel quale viene stabilito che «il Fondo acquisisca la piena proprietà dell’immobile e provveda a eseguire un profondo intervento di ristrutturazione e riqualificazione dello stesso, con lo scopo di rendere disponibili indicativamente 83 alloggi, tutti dotati di posto auto a uso esclusivo e in classe energetica almeno di categoria B».
La convenzione prevede poi - come si legge nel documento - che 71 di questi alloggi (l’80 per cento del totale) rientrino nell’operazione di housing sociale e siano dunque destinati a canoni di locazione calmierati. Nel progetto c'è anche la realizzazione di 3 spazi collettivi dati in utilizzo gratuito alla comunità dei residenti «al fine di favorire l’integrazione, la socializzazione ed innalzare la qualità dell’abitare degli stessi». I restanti 12 alloggi invece saranno destinati alla vendita a libero mercato e dunque «completamente svincolati rispetto agli impegni assunti nella convenzione». Dei 71 alloggi interessati dall’operazione di housing sociale, è previsto che per la metà (35) vi sia una locazione a canone convenzionato per una durata di 8 anni (con la possibilità di concordare con il destinatario il patto di futura vendita), mentre per gli altri 36 la durata stabilita è di almeno 15 anni.
L’incarico della gestione del patrimonio in locazione e della creazione di una comunità di residenti «coesa e solidale che promuova i buoni rapporti di vicinato» sarà affidato a un gestore sociale. I destinatari delle unità abitative che si renderanno disponibili saranno individuati tra le fasce della popolazione «con minore possibilità di accesso alla casa». Tra queste, gli anziani, i nuclei familiari a basso reddito con figli e le giovani coppie. Tra i requisiti previsti per beneficiare degli alloggi ci sono la cittadinanza italiana o di un Paese Ue, la residenza sul territorio regionale e un Isee non superiore ai 29 mila euro. Il canone convenzionato sarà determinato in funzione delle caratteristiche di ogni singola unità abitativa. Il canone medio applicato - si legge nella convenzione - sarà indicativamente pari a 68 euro a mq. per anno di superficie commerciale e in ogni caso non superiore a 78 euro/mq/anno.
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