Al Villaggio del Pescatore emergenza anti-acqua

Comitato e maggioranza concordano di portare a esempio l’allagamento di due settimane fa per farsi riconoscere l’iter “accelerato” per le mini- barriere
Di Tiziana Carpinelli

DUINO AURISINA. Mini-barriere, si riparte dalla somma urgenza. È quanto scaturito al termine di una burrascosa Commissione trasparenza, l'ultima con la regia di Massimo Romita, che ha comunque cercato di contenere gli animi dei residenti del Villaggio del Pescatore, surriscaldati per il procrastinarsi di un'opera che andrebbe - a loro dire - realizzata in tempi brevi, prima che l'alta marea provochi gli allagamenti degli anni passati. La proposta emersa in assise e avanzata dal Comitato, con l'avallo anche dei consiglieri di maggioranza (in primis Walter Ulcigrai), è stata di tornare alla carica con le istituzioni preposte ma da un punto di vista diverso.

Stavolta si vorrebbe far valere come presupposto per ottenere la somma urgenza e dunque bypassare i lacciuoli burocratici che ormai da due anni stanno congelando la costruzione (già finanziata) del muro anti-ingressioni marine, il recentissimo episodio che ha portato all'allagamento della strada della parte vecchia del paese, due settimane fa. Secondo punto, sollecitato da Elena Legisa (Fds) e Romita (Pdl) ma fatto proprio pure dall'assessore Andrej Cunja: fare pressing con governo, Regione e Protezione civile per sensibilizzare tutti. Ma anche raccogliere dati precisi e segnalazioni sulla situazione idrogeologica del paese (copyright by Roberto Gotter, Pd). Infine, un suggerimento di Tjasa Svara, alla luce della lamentata scarsa comunicazione: portare un rappresentante del Comitato ai tavoli che l'amministrazione comunale ha o avrà sul tema. L'incontro, alla presenza di una decina di abitanti, ha avuto avvio con la relazione del Comitato, per bocca di Edoardo Perossa supportato da Giorgio Lanza, che dopo aver illustrato le vicissitudini degli ultimi due anni ha chiesto al primo cittadino Vladimir Kukanja un «atto di responsabilità», prendendo a esempio «la vicenda, un mese fa, di Barcis». Il centrosinistra ha osservato come all'origine del problema Mini-Mose vi sia stato il mancato ricorso alla procedura di somma urgenza, tra il 2010 e il 2011 (giunta Ret), che avrebbe consentito un rapido iter esecutivo. Il Comitato ha chiesto però ora «maggiore determinazione», sostenendo l'esistenza di spazi finanziari. Circostanza smentita dal primo cittadino: ha ricordato come l'opera, privata della somma urgenza, sia rientrata nell'ordinaria amministrazione e dunque divenuta soggetta al Patto di stabilità. «Se lo sforiamo – ha aggiunto – per due anni l'ente non riceve più trasferimenti dallo Stato e la Corte dei conti ci può imputare un danno erariale». Un incontro comunque costruttivo, anche se non sono mancati nervosismi, tanto che Kukanja a un certo punto è sbottato: «Ma siamo a un processo?». Ciò dopo che Perossa aveva affermato che «le ricordo, signor sindaco, che lei è responsabile penalmente di tutto ciò che accade o potrebbe accadere al Villaggio».

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