Albania alle urne ma in una città su due c’è in corsa soltanto il Partito socialista

A vuoto l’ultimo appello del presidente, il governo tira dritto. L’opposizione boicotta il voto. Ue e Usa: no a violenze
Supporters of the opposition party attend an anti-government protest in front of Prime Minister Edi Rama's office in Tirana, Albania, June 21, 2019. REUTERS/Florion Goga
Supporters of the opposition party attend an anti-government protest in front of Prime Minister Edi Rama's office in Tirana, Albania, June 21, 2019. REUTERS/Florion Goga

TRIESTE Quali elezioni saranno, quelle di oggi in Albania, senza i candidati dell’opposizione, praticamente con un solo simbolo sulla lista, quello del Partito socialista del premier Edi Rama? E c’è già chi parla di ritorno al comunismo. Il primo ministro Rama, nonostante l'opposizione anche del presidente Ilir Meta, che ha dichiarato il voto amministrativo illegale e che accusa il governo di non essere sufficientemente competitivo, ha proclamato le elezioni per i sindaci in 61 città.

Poiché, come detto, l'opposizione sta boicottando le elezioni, in quasi la metà delle regioni il candidato del Partito socialista al governo non avrà sfidanti. Il partito democratico di opposizione è stato accusato di aver distrutto le urne, per la maggior parte collocate nelle scuole e il materiale elettorale. La polizia ha arrestato circa 50 persone e altre decine le sta ancora cercando. I partiti di opposizione, guidati da Lulzim Basha hanno definito le elezioni come un salto nel passato comunista quando il partito al governo faceva votare una lista unica. Il governo sostiene che il presidente non è competente per annunciare la cancellazione delle elezioni, ma critica l'opposizione per il fatto che è colpevole di non essere in grado di garantire una pluralità di candidati.

L'Unione europea, che dovrebbe decidere quest'anno di iniziare i colloqui con l'Albania sulla sua adesione all'Ue, ha annunciato che lo svolgimento delle elezioni influenzerà la decisione di Bruxelles. «Qualsiasi tipo di violenza o qualsiasi forma di incitamento alla violenza è assolutamente inaccettabile in tutte le circostanze», ha riferito la delegazione Ue a Tirana. «Tutte le parti devono impegnarsi al più presto per un vero dialogo al fine di porre fine all'attuale situazione politica e concentrarsi il prima possibile sugli sforzi per progredire nel processo di riforma sulla via dell'integrazione europea», hanno osservato. Anche gli Stati Uniti sono preoccupati. L'ambasciata Usa a Tirana ha invitato i leader politici a rifiutare la violenza e non interferire con il diritto di voto. Anche dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), che osserverà le elezioni odierne, avvertono che «ogni violenza fermerà i progressi dell'Albania e minerà la sua reputazione internazionale».

È stato il presidente della Repubblica albanese Ilir Meta ad annunciare di aver fissato al 13 ottobre 2019 la nuova data per le elezioni amministrative, inizialmente previste oggi, 30 giugno. La decisione è avvenuta dopo una serie di consultazioni che Meta ha avuto con i principali leader politici, tranne che con il premier Rama, il quale ha rifiutato l'invito ed insiste per tenere oggi le amministrative. Subito dopo l'annuncio di Meta, Rama ha ribadito che «le elezioni si terranno il 30 giugno».

La decisione del presidente della Repubblica sembra rendere ancor di più caotica una situazione già abbastanza tesa. La maggioranza ha considerato «una violazione alla Costituzione» il primo decreto di Meta per l'annullamento della data delle amministrative. Anche i suoi rappresentanti alla Commissione elettorale centrale (Cec) hanno dichiarato di ritenere «non valida» la decisione del Capo dello Stato e sono andati avanti con i preparativi per il voto di oggi. La posizione della Cec è stata convalidata anche dal Collegio elettorale. Ma a parere di Meta, «l'unica istituzione che può verificare la validità o meno degli atti del presidente della Repubblica è la Corte costituzionale», attualmente fuori funzione poiché rimasta con un solo membro, mentre gli altri 8 si sono dimessi o rimossi nell'ambito della rivalutazione dei magistrati, un processo teso a ripulire il sistema dai corrotti e quelli sospettati di legami con la criminalità.

«L'unica data legittima per le elezioni amministrative è il 13 ottobre», ha ribadito Meta. Il capo dello Stato ha spiegato di aver scelto il mese di ottobre per poter fare in modo che «le elezioni siano inclusive». Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e oggi si vota in base a regole democratiche ...alla albanese. —


 

Argomenti:balcani

Riproduzione riservata © Il Piccolo