Altare dell’Annunziata e pala di Pompeo Randi Via libera ai restauri

La Parrocchia del Redentore ha iniziato quest’anno il restauro conservativo dei quattro altari presenti nella navata del Duomo dogale. Dopo aver riportato all’antico splendore l’Altare delle Milizie con la pala del Varotari, procederà al restauro dell’altare dell’Annunziata (il primo entrando sulla sinistra), quello che, allo stato attuale, è maggiormente bisognoso di intervento. L’operazione (del costo complessivo di oltre 15.000 euro) sarà resa possibile grazie a un contributo concesso dal Comune alla Parrocchia pari a 7.500 euro, con la possibilità di incrementare tale finanziamento con fondi del bilancio 2020.
«Questo è un bene che riveste un grande significato per la nostra città, sia religioso che artistico-culturale. Siamo intervenuti subito. Il bene necessita di un intervento in tempi brevi. È nostra intenzione coprire l’intero importo dell’intervento, finanziando alla Parrocchia anche la restante parte» conferma il sindaco Francesco Martines. «Il nostro obiettivo – aggiunge - è quello di conservare il grande patrimonio storico e artistico conservato in città. Il Duomo è parte integrante di questo patrimonio».
Il restauro riguarderà sia la struttura dell’altare che la tela. L’altare, in marmi policromi, è un’opera del XVII secolo, originariamente collocata nella chiesa di Santa Barbara e portata in Duomo nel 1820.
La pala è datata invece 1877 ed è opera del forlivese Pompeo Randi che in Friuli lavorò anche a Trieste e a Gradisca d’Isonzo. L’opera fu eseguita a Napoli e poi portata a Palmanova. Fu commissionata nel 1876 per mille lire, ma poi ne costò 1500. Raffigura la Madonna in preghiera e l’arcangelo Gabriele con un giglio in mano. In alto cinque putti colorati fanno corona alla colomba dello Spirito Santo.
L’intervento, che è già stato autorizzato dalla Soprintendenza, dovrebbe essere realizzato nella prossima primavera. «Sono molto felice – commenta il parroco, monsignor Angelo Del Zotto - per questo contributo da parte del Comune a riprova di una collaborazione che si è instaurata nel tempo e di un reciproco rispetto. Le opere d’arte presenti in Duomo costituiscono un patrimonio religioso per la comunità dei fedeli, ma anche un patrimonio culturale di enorme valore per l’intera città». —
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