Ambulanze private, i Nas al 118

Inchiesta nazionale sugli appalti, acquisiti i contratti delle convenzioni. L’Ass: tutto in regola
Di Corrado Barbacini

Le convenzioni del 118 con le ambulanze private sono finite sotto la lente dei carabinieri del Nas. I militari si sono presentati l’altra mattina nella sede del servizio di emergenza in via Farneto e hanno acquisito sia le copie dei contratti con Croce Italia Marche, Croce Rossa e Sogit, sia i prospetti relativi all’organizzazione dei servizi. Queste ambulanze “private” infatti vengono utilizzate per il trasporto non urgente dei degenti. Per esempio dall’ospedale di Cattinara al Maggiore, dalle case di riposo ai nosocomi o per altri servizi di assistenza territoriale.

L’acquisizione dei documenti da parte dei carabinieri fa parte di un’inchiesta nazionale e riguarda sostanzialmente gli appalti. «Non è stato trovato nulla di irregolare», spiega Adele Maggiore, direttore sanitario dell’Azienda sanitaria. «I carabinieri - conferma - hanno chiesto la copia dei contratti e anche le documentazioni relative alla tipologia delle convenzioni. I contratti dei quali avevamo solo le copie sono stati definiti al momento della stipula direttamente dal Dipartimento dei servizi condivisi che ha sede a Udine e gestisce questa attività per tutti gli ospedali della regione».

Ma inevitabilmente nell’inchiesta nazionale dei carabinieri del Nas si inserisce la vicenda locale di Croce Italia Marche, che non ha ancora stipulato il contratto. Da gennaio sono senza stipendio i trenta lavoratori triestini della società che garantisce il servizio trasporto di emodializzati e degenti per conto dell’Azienda sanitaria triestina. Su questa questione spinosa il consigliere regionale di Un’altra Trieste Alessia Rosolen ha presentato un’interrogazione al governatore Tondo.

Considerato «che il Distretto servizi condivisi non ha ancora stipulato il contratto», Rosolen chiede se Tondo «non ritenga di dover procedere nei confronti dei vertici dell’Azienda sanitaria per i mancati controlli, le mancate verifiche e le omissioni che sta compiendo nonostante le continue sollecitazioni da parte dei lavoratori e delle sigle sindacali sul non rispetto del Capitolato in base al quale Croce Italia Marche continua, senza aver sottoscritto il contratto, a svolgere i servizi indicati».

Ma non solo. Rosolen chiede anche di sapere «se l’Azienda sanitaria intenda continuare a procedere con l’appalto attualmente assegnato a Croce Italia Marche in assenza della stipula di un contratto o se non stia predisponendo strumenti alternativi, come un’assegnazione temporanea ad altro soggetto o la reinternalizzazione del servizio».

Nei giorni scorsi la stesso rappresentante regionale del movimento che fa riferimento a Franco Bandelli aveva presentato un’analoga interrogazione per «sapere se la Regione intenda rivedere le politiche degli appalti in materia sanitaria e prevedere l’inserimento della clausola sociale all’interno dei bandi gestiti dalle Aziende sanitarie, per garantire la continuità occupazionale e la tutela contrattuale dei lavoratori e prevenire così le situazioni analoghe a quelle vissute dai lavoratori di Croce Italia Marche».

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