Ammoniaca dalla Ferriera Ultimatum del Comune

In seguito all’emissione residenti al pronto soccorso. Monito di Laureni: serve un manager per la sicurezza. Lucchini d’accordo: siamo consapevoli
Di Gabriella Ziani
Ferriera, colata
Ferriera, colata

Era la prima mattina del 28 marzo e nella cokeria della Ferriera si è rotta una pompa nell’impianto che contiene ammoniaca. L’ammoniaca è venuta fuori, ha scatenato spavento in fabbrica, ma il micidiale vapore è andato anche nel quartiere di Servola, molte persone si sono sentite male. Da Pronto soccorso, dice il Comune.

La notizia è diventata pubblica ieri. In conseguenza dell’allarmante nuovo incidente l’amministrazione comunale ha dato un ultimatum “creativo” alla Lucchini. Non solo l’ennesima ordinanza con la richiesta di eliminare o ridurre le emissioni (l’ultima è dello scorso gennaio) ma una cosa operativa e di assoluta evidenza, perché stavolta il “danno alle persone” è stato conclamato.

La Lucchini, dice il Comune, deve assumere un dirigente tecnico che affianchi e rinforzi il vertice strategico dell’azienda. Questo manager tecnico deve essere preposto esclusivamente alla gestione della sicurezza sul lavoro e dell’ambiente, e deve lavorare sulla prevenzione in modo programmato. Inoltre Lucchini deve dare garanzia che il dirigente non abbia limite nell’uso delle risorse necessarie a governare la sicurezza degli impianti, in linea con i sistemi di gestione che lo stabilimento ha del resto adottato. Ma che finora non risultano efficaci nei fatti.

«Questa è una situazione difficilmente gestibile - ha avvertito l’assessore all’Ambiente Umberto Laureni presentando in conferenza stampa l’ultimativa richiesta alla Ferriera -, mentre si stanno riscrivendo in Regione, con norme tecniche più efficaci e verificabili, i termini dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), la realtà resta straordinaria e preoccupante, questa fabbrica è notoriamente vetusta. Non voglio - ha detto Laureni - vedere un’altra estate con fumi, puzze, fuochi, biancheria nera a Servola, che certamente causano danno alla salute. Serve una robusta prevenzione programmata. È presto detto: un aereo vecchio senza manutenzione prima o poi cade... Il nostro è un passo collaborativo, ma non può che essere l’ultimo». Il Comune si attende in un paio di settimane l’assenso e anche l’assunzione.

«Non ci sarà un muro contro muro - risponde Francesco Semino, portavoce Lucchini -, stavamo esattamente maturando la stessa decisione. La Ferriera ha necessità che sia rafforzata la gestione degli impianti, ne siamo consapevoli, io credo che nelle prossime settimane, dopo che avremo avuto la formale richiesta del Comune, potranno esserci risposte soddisfacenti per tutti».

Una fuga di ammoniaca non è sottovalutabile. Ma anche tutto il resto ormai è arrivato, si vede, al confine. Dopo anni di battaglie e ricorsi al Tar. «Per questa funzione - conclude Semino - servono competenza, capacità ed esperienza di alto profilo, non sarà una posizione per il neolaureato, anche se da 110 e lode».

Sbloccata appena nelle scorse settimane la perigliosa questione finanziaria del gruppo Lucchini in rapporto al debito con le banche, firmato un protocollo in Regione che porti alla dismissione e alla salvaguardia delle posizioni lavorative, in attesa magari di un compratore che si proietti sul futuro destino dell’area siderurgica, sembra che anche la questione sicurezza stia cambiando passo.

«Pur in questo difficile momento economico, chiediamo che emerga una volontà strategica da parte della Lucchini - ha sottolineato ancora Laureni -, perché finora abbiamo visto solo un “giro” allucinante di carte da un tavolo all’altro: noi non ci stiamo. Lucchini ha un certificato sistema di gestione: lo metta in pratica. Con la nuova Aia sarà previsto anche un gruppo tecnico di verifica esterno. Se l’azienda rifiutasse la proposta, la medicina ultima sarebbe sempre chiudere la fabbrica. Un po’ più grave che assumere un dirigente».

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