Arrestato 53enne rumeno per violenza sessuale

Marin Floaca, residente in città, condannato a 6 anni di carcere per abusi su una bimba in un centro estivo sul Carso triestino



Non era fuggito. Ma stava attendendo tranquillamente a casa sua, a Monfalcone, la “visita” della Polizia di Stato, essendo ben consapevole di essere stato condannato, in via definitiva, alla pena di sei anni di reclusione per il reato di violenza sessuale. Sono scattate così le manette ai polsi di Marin Floaca, cinquantatré anni, di nazionalità rumena, che risiede ma anche lavora («Regolarmente», fa sapere la Questura di Gorizia) nella città dei cantieri.

L’uomo, destinatario di un ordine di esecuzione della carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Trieste, è stato accompagnato dal personale della squadra mobile alla casa circondariale “Bigazzi” di via Barzellini, a Gorizia. «Tutto è partito - spiega l’ufficio di gabinetto della Questura - da una denuncia effettuata diversi anni fa ai carabinieri. I fatti contestati risalgono al periodo che va dal 2 luglio al 31 agosto 2012».

Torniamo indietro con le lancette dell’orologio. E ricordiamo i fatti che hanno come teatro un centro estivo sul carso triestino. I fatti, come detto, si verificarono sette anni fa in una struttura del Carso che, all’epoca, si occupava anche di attività estive. Il rumeno Marin Floaca, che i bambini conoscevano come “maestro Marino”, era un dipendente. La sua mansione era quella di autista del pulmino con cui i bimbi venivano trasportati dal centro-città all’altipiano.

I genitori scoprirono tutto per caso: era il 14 ottobre del 2012, per la precisione, quando la mamma e il papà si erano recati nell’agriturismo per bere un caffè assieme ad alcuni amici. La loro bambina si era improvvisamente intristita ed era scoppiata in lacrime, apparentemente senza un perché, senza una spiegazione plausibile. «Scesi dall’auto abbiamo visto che all’ingresso del bar era seduto Marin, che sapevamo essere il conducente del pulmino», aveva dichiarato il padre nella denuncia ai carabinieri di Duino Aurisina. «Quando mia figlia ha notato Floaca si è messa a piangere».

Era evidente che doveva essere successo qualcosa che aveva visto protagonista quell’uomo, il maestro Marino. Ma solo in seconda battuta la mamma e il papà riuscirono a capire il vero motivo di quella strana reazione e i comportamenti che la piccola stava iniziando via via a manifestare: difficoltà ad addormentarsi e ad andare in bagno, disturbi di attenzione e irritabilità.

Ed è così che nei momenti di maggiore calma, la minore riuscì a confidarsi, non senza difficoltà, con la madre e raccontò singhiozzando cosa le veniva fatto da quell’uomo nell’agriturismo. «Mi ha mimato i gesti di come lui la toccava e la penetrava», si legge nella testimonianza dei genitori.

Erano iniziate così le indagini. E, dopo la Corte d’Appello, anche la Cassazione aveva confermato la pena di sei anni di reclusione che era stata disposta in primo grado (in rito abbreviato) dal giudice Laura Barresi. —



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