Arriva il “prete dei musulmani” «È un’ iniziativa preoccupante»

Oggi a San Nicolò, su invito del parroco di Sant’Ambrogio, il vescovo di Mazara del Vallo parlerà della sua esperienza di integrazione accoglienza 

A cura del decanato di Monfalcone, oggi alle 20.30 nella parrocchia di San Nicolò arriverà il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero per parlare di un tema di attualità: “Incontro e dialogo fra cristiani e musulmani”. Mogavero parlerà dell’esperienza della sua diocesi dove i musulmani rappresentano più del 10% della popolazione. Introdurrà il tema il parroco di Sant’Ambrogio don Flavio Zanetti. Il prelato racconterà l’esperienza della sua chiesa ma anche l’importanza che ha avuto la dichiarazione di recente sottoscritta da Papa Francesco e dal Grande Imam sunnita dell’Università islamica del Cairo, al-Azhar, Ahamad al Tayyib ad Abu Dhabi. Nell’incontro hanno scelto di dire assieme che “è giunta l’ora dei fatti”. Un’azione quotidiana di Papa Bergoglio per l’accoglienza dei profughi, ha dimostrato infatti a tanti musulmani che esiste un altro cristianesimo, non quello che hanno visto secoli fa colonizzare le loro terre o combattere le crociate, ma quello invece che li accoglie come fuggiaschi da terre distrutte, bombardate, desertificate, riconoscendoli come fratelli che chiedono aiuto. Ma il punto che aveva reso epocale l’incontro, infatti, è la dichiarazione che firmata dall’imam al-Tayyeb e da Papa Francesco, che proprio per ricordare questo suo ruolo di vescovo di Roma, ha voluto parlare in italiano, lingua assai meno diffusa dello spagnolo, sua lingua madre. Sono invitati i fedeli di tutte le parrocchie dell’Isontino.

Tra questi non ci sarà, probabilmente, il sindaco Anna Maria Cisint che sull’incontro a San Nicolò ha espresso la seguente opinione: «Poiché riteniamo i valori cristiani quali elementi di fondo della nostra società e della nostra identità, la loro difesa fa parte della nostra azione politica, come credenti, ma anche come persone impegnate a preservare i valori morali e religiosi che sono il collante della nostra comunità. Per questo, siamo preoccupati quando si vogliono promuovere, anche da parte di alcune autorità ecclesiastiche, culture e modelli che rischiano seriamente di compromettere le basi delle nostre radici giudaico-cristiane e che finiscono per accettare comportamenti lesivi dei principi della dignità umana, come quelli che i musulmani praticano nei confronti delle donne, oppure si giustificano forme di integralismo o di violenza. Proteggere il profondo sentimento cristiano del nostro Paese e degli italiani è un’esigenza fondamentale per non disgregare moralmente ed eticamente la nostra nazione, e ciò anche attraverso l’impegno a promuovere i simboli e gli elementi di identificazione dell’essere credenti, come il rosario o la presenza del crocefisso nelle scuole o del presepe a Natale. Donne e uomini credenti mi scrivono in questo senso e in queste ore hanno salutato i risultati elettorali anche come affermazione della difesa dei valori cristiani su cui si basa la nostra società». —



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