Asse Muggia-Ancarano «No al centro migranti»

Il sindaco Marzi in aula: «Preoccupazione per le ricadute di una struttura in territorio sloveno vicino al Lazzaretto»

MUGGIA

«Ho condiviso la forte preoccupazione per le ricadute che questo tipo di struttura potrebbe avere sia sul territorio del Comune sloveno che, anche in maniera maggiore, sul comune di Muggia». Questa la presa di posizione del sindaco muggesano Laura Marzi sull’apertura di un nuovo centro di accoglienza per richiedenti asilo ad Ancarano, proprio vicino all’ex confine di Stato di Lazzaretto.

La notizia appunto di una prossima apertura di una struttura di questo tipo in prossimità di Punta Grossa era stata affrontata da una serie di interpellanze presentate sia dal consigliere regionale forzista Piero Camber, sia dai consiglieri comunali della Lista Dpm-Forza Muggia Demarchi, Norbedo e Mariucci, che dal capogruppo leghista Ferluga. Il tema è stato affrontato nella seduta dell’ultimo Consiglio comunale muggesano. «Ho avuto modo di confrontarmi con il sindaco del Comune di Ancarano, Gregor Strmcnik, sulla scelta operata dalla Repubblica di Slovenia di destinare un’area nella zona di “Punta Grossa” per la creazione di un centro di accoglienza per i richiedenti asilo ed ho condiviso la forte preoccupazione per le ricadute che questo tipo di struttura potrebbe avere sia sul territorio del Comune sloveno che, anche in maniera maggiore, sul comune di Muggia. Ho appreso, in quella sede, che il Comune di Ancarano ha avviato una rogatoria nei confronti del Ministero dell’Interno della Repubblica di Slovenia», ha spiegato Marzi.

Il Comune di Ancarano ha già agito per vie legali per chiedere l’annullamento del cosiddetto piano di contingenza del Governo sloveno che prevede, tra le altre cose, la sistemazione di un massimo di 120 migranti nell’ex centro ricreativo della polizia a Punta Grossa, nel caso si verificasse un aumento del numero di richiedenti asilo. Secondo il nuovo piano, infatti, l’ex centro ricreativo della polizia si trasformerebbe in sede distaccata del Centro migranti di Lubiana allargando le sue capacità ricettive e modificando i rapporti numerici con una previsione di un migrante ogni 27 abitanti.

Chiaramente, la questione è tecnicamente slovena, ma ciò non è bastato a far demordere il sindaco di Muggia che ha riportato la propria contrarietà anche al prefetto Annapaola Porzio: «Ho avuto modo di esprimere le medesime preoccupazioni al prefetto della provincia di Trieste, rimarcando che l’insediamento di una tale struttura potrebbe comportare un flusso di migranti diretti in quella stessa parte di territorio muggesano di cui abbiamo già avuto modo di dimostrare l’inidoneità ad ospitare un centro di accoglienza, seppur con un numero ridotto di persone. Il prefetto mi ha assicurato che avrebbe affrontato la questione direttamente con i rappresentanti della Repubblica di Slovenia in Italia ai quali avrebbe riportato anche la contrarietà espressa dal Comune di Muggia».

Ad oggi ancora nessuna risposta o comunicazione ufficiale né da parte della Prefettura di Trieste né da parte del Ministero degli Interni della Repubblica di Slovenia (tramite il Comune di Ancarano) su quello che è il futuro di un progetto che il Comune di Muggia stigmatizza perché potrebbe avere «ricadute preoccupanti per tutto il territorio». —



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