Aussa Corno in crisi stipendi a rischio

SAN GIORGIO DI NOGARO. Il Consiglio di amministrazione di martedì 22 del Consorzio Aussa Corno potrebbe decidere il congelamento del pagamento degli stipendi dei 17 dipendenti dell’ente; in occasione...

SAN GIORGIO DI NOGARO. Il Consiglio di amministrazione di martedì 22 del Consorzio Aussa Corno potrebbe decidere il congelamento del pagamento degli stipendi dei 17 dipendenti dell’ente; in occasione del Cda, il presidente Tullio Bratta, ha convocato le aziende insediate nella Ziac e gli enti locali soci, per fare il punto della situazione.

Decisione dolorosa, ma che potrebbe essere necessaria a seguito delle difficoltà di liquidità dell’ente consrtile. Intanto, il presidente della Provincia di Udine (socio di maggioranza), Pietro Fontanini, che ieri ha incontrato una delegazione di sindaci soci della Bassa friulana, interviene sulla crisi economica del Consorzio, affermando che «serve un’immissione di mezzi finanziari attraverso una capitalizzazione o altre modalità al fine di provvedere alla vendita di lotti di proprietà. Non possiamo di certo approvare il piano economico-finanziario 2013 presentato dal Consorzio per lo sviluppo industriale della zona Aussa Corno - dice - che, per la terza volta consecutiva, mostra il segno meno con una perdita dell’esercizio pari a oltre 369 mila euro, motivo per cui non abbiamo ritenuto opportuno partecipare all’assemblea dei soci».

Fontanini, ribadendo «che non si può avallare una situazione così poco solida, chiarisce che il nostro obiettivo è di poter vedere un nuovo piano economico che preveda, almeno, qualche margine, seppure piccolo, di utile, anche perché l’area deve trovare ancora degli acquirenti». Il presidente esorta la massima sinergia da parte di tutti i protagonisti: Provincia e Comuni (la maggioranza dei soci), con la finalità di poter superare questo scoglio di natura finanziaria dovuto alla situazione d’indebitamento. Non a caso il Collegio dei revisori dei conti di Palazzo Belgrado sottolinea che l’equilibrio gestionale si possa perseguire soltanto ricorrendo allo smobilizzo significativo di parte delle proprietà. Soltanto con la cessione di terreni, da cui deriverebbero plusvalenze, si può realizzare un piano economico che possa incidere positivamente sul bilancio 2013. Ricordiamo che per risolvere il problema al Consorzio Aussa Corno, servono 6-7 milioni di euro, attraverso la ricapitalizzazione o altro strumento finanziario. Durante l’incontro con i sindaci, è stato anche affrontato il nodo dei dragaggi: i primi cittadini hanno manifestato le loro perplessità per il mancato piano dei dragaggi.

Francesca Artico

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