Banca Etica compie un anno, 129 nuovi soci

Banca etica, la filiale di Trieste compie un anno. Ed è boom di soci e clienti. Anche a fronte di un sistema bancario andato irrigidendosi con la crisi, l’apertura della filiale "etica" di Trieste ha attratto 129 soci in più in un anno, che ora in tutta la regione sono 1251 (a Trieste +19%; a Gorizia +7,5%; a Pordenone +4,3% e a Udine +8%). Incentrato sui principi etici, l'istituto di credito cooperativo ha aperto i battenti il 15 gennaio del 2012 in via Coroneo: dieci anni fa era “sbarcato“ a Trieste con un proprio operatore finanziario (a Udine quattro anni fa), ma l’apertura del 2012 ha fatto della sede giuliana la prima filiale etica della regione. Con un discreto successo.
Alla vigilia del compleanno, il direttore Enrico Trevisiol e il coordinatore Paolo Giurco sottolineano l'aumento dei soci (+9%) e dei risparmi (+32,6%) che la filiale ha raggiunto in un anno. Va aggiunto il milione e 650mila euro di finanziamenti erogati nel 2012 (+28% rispetto al 2011) ridistribuiti sul territorio agli attori del terzo settore che si sono rivolti alla filiale stessa. Tra questi, nel 2012 hanno ottenuto un finanziamento dalla banca il Consorzio Ausonia (impegnato nella restaurazione del bagno estivo), la Casa dei teatri, la cooperativa “la Casetta” che gestisce servizi per l’infanzia; il centro antiviolenza Goap; la libreria Terra Rossa, “Il posto delle fragole”; la coop "Ida" per il trasporto dei disabili; le associazioni “Auxilia”, “Comitato italiano progetto Mielina” e “Oltre quella sedia” (che gestisce le case famiglia); il produttore di miele biologico “Il favo” e la società di servizi per adolescenti “Prisma”.
Trevisiol e Giurco spiegano che banca etica è diversa dalle altre perché «è il primo istituto di credito capace di svolgere una funzione correttiva della finanza, basata sulla intermediazione invece che sulla speculazione. Banca etica non può infatti detenere titoli azionali, in particolare speculativi, e rafforza invece il ruolo originario della finanza, ossia la raccolta dei risparmi dei cittadini, che poi vengono ridistribuiti sul territorio per finanziare solo quelle iniziative, imprenditoriali e private, che rientrano nei principi etici». Il capitale sociale è così aumentato del 28% dal 2011, con 1 milione e 300mila di quote. Cresce anche il tasso di finanziamenti erogati, che toccano i 5,8 milioni di euro, con un incremento nel 2012 del 28% (pari a 1,6 milioni). In termini di raccolta diretta di risparmi (conti correnti, certificati di deposito, obbligazioni e altri prodotti finanziari), nella filiale di Trieste sono entrati 13,5 milioni di euro; 4,4 solo nel 2012 con 32,6 punti di percentuale in più. E nel 2013? Si punta a rafforzare il peso delle quote partecipative di Comune, Provincia e Regione (tutti soci della banca) per avviare progetti di microcredito e di housing sociale.
Elena Placitelli
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