Bandiere rosse sul Carso “Gara” di severità Fi-Lega

Lega e Forza Italia fanno a gara nel deprecare le bandiere rosse appese nelle località carsiche in occasione del Primo Maggio. Ogni anno la tradizione carsolina fa al centrodestra triestino l’effetto che i drappi rossi fanno di consueto ai tori. Ma per il 2019 forzisti e leghisti si son punzecchiati anche tra loro.

A scattare ieri è stato il vicesindaco del Carroccio Paolo Polidori, in sincrono con il consigliere forzista Michele Babuder, autore assieme al capogruppo Alberto Polacco di una mozione in merito. Polidori è ricorso ai social per lanciare un ultimatum. Dopo aver ricordato che la multa prevista dai regolamenti per la mancata rimozione di decorazioni festive ammonta a 150 euro, il vicesindaco scrive: «Non si possono lasciare per più di sette giorni. Questo è quanto recita il regolamento e vale per qualsiasi festività, compresa quindi quella del Primo Maggio trascorsa, appunto, da una settimana, e più. Ciò detto, ed in via assolutamente preventiva e di reciproca collaborazione con i cittadini, invito a togliere entro un tempo ragionevolmente breve, le bandiere che sono rimaste appese sulle facciate delle case, ovviamente nel territorio del Comune di Trieste. Dopodiché saranno sanzionabili coloro i quali non ottemperassero a quanto previsto. Mi accingo inoltre a fare richiesta ad Acegas affinché venga rimosso quanto fosse ancora appeso sui pali della luce». Babuder fa notare però come la sua mozione chiedeva al Comune «che le installazioni fossero preventivamente autorizzate», e non sanzionate a posteriori. Conclude: «Il problema non sono le bandiere in sé, quanto la possibilità di danni. Si tratta di far rispettare le regole ma, soprattutto, di tutelare i beni pubblici, assicurando che le installazioni non siano fonte di responsabilità verso terzi in caso di caduta». —

G.Tom.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Riproduzione riservata © Il Piccolo