Bando per le analisi chimiche sulla discarica di Vermegliano
RONCHI
Compie altri passi avanti il progetto che, a Ronchi dei Legionari, ha l’obiettivo di arrivare, definitivamente, alla chiusura, al recupero ed al ripristino dell’area nella quale, sino ad alcuni anni fa, funzionava la discarica per materiali inerti lungo via Monte Sei Busi, nel rione di Vermegliano.
L’amministrazione comunale, acquisito il piano di monitoraggio ambientale messo a punto dal professionista incaricato, ovvero il geologo Federico Pizzin, passerà ora alla fase successiva.
Attraverso il Mepa, ovvero il mercato elettronico della pubblica amministrazione, verrà cercata una ditta interessata e capace a concretizzare ciò che il piano prevede, ovvero il monitoraggio e le analisi chimiche sul percolato dell’ex discarica. Una fase che, gestita dal servizio gestione del territorio, si svilupperà nei prossimi mesi e che comporta un costo di poco superiore ai 13mila euro.
«Un atto importante – sono le parole dell’assessore all’ambiente, Elena Cettul – all’interno di una questione molto spinosa e che si è trascinata per lunghissimi anni. Il piano predisposto dal geologo Pizzin, che ringrazio per il lavoro svolto, è compresivo anche del quadro economico, oltreché di tutti i dettagli per arrivare, dopo le analisi, al recupero definitivo dell’area».
L’area, va ricordato, insiste su particelle di terreni agricoli non di proprietà del Comune e misura circa 32 mila e 500 metri quadrati in superficie. Si ritiene che la durata del nuovo piano di monitoraggio, visti i trascorsi dalle ultime analisi del percolato, possa essere di un anno.
La vicenda della discarica di Vermegliano è lunga e complessa. All’inizio degli anni 2000 era stato segnalato un andirivieni sospetto di numerosi autocarri, specialmente durante la notte, provenienti dalla Lombardia. La Polizia locale, allora, aveva scoperto che quei camion trasportavano residui di alcune concerie. Materiale altamente nocivo che, pochi mesi dopo, tra il 2002 e il 2003, aveva spinto il Corpo forestale regionale a sequestrare il sito.
La municipalità ronchese, nei mesi scorsi, ha sbloccato i 275 mila 606 euro di fidejussione per il ripristino vero e proprio della discarica secondo le specifiche disposizioni di legge e in attesa dell’esito dei vari monitoraggi effettuati nel tempo. Sino ad oggi, per i diversi monitoraggi e le diverse verifiche, sono stati utilizzati 65. 400 euro.
La discarica di Vermegliano, va anche detto, è ancora “viva”, ovvero il suo ventre “lavora”, ma non esiste pericolo di inquinamento del suolo, né, fattore ancor più importante, della falde acquifere sottostanti. «La discarica, va ricordato – ha aggiunto l’assessore Cettul – non è funzionante e negli anni passati abbiamo già provveduto a far installare dei piezometri e a far eseguire una tomografia elettrica per comprendere in che stato sia attualmente l’area». —
LU. PE.
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