Barazza: i cittadini ora chiedono garanzie su sicurezza e salute
1. Non ho ruoli in organi di partito; sono un libero professionista (avvocato), non un professionista della politica. Ho accettato di candidarmi alla Segreteria del PD regionale a. Perché, diversamente, le primarie si sarebbero risolte in un assurdo "referendum" tra i leaders (Zvech/Moretton) di partiti estinti: con il risultato di avere un Pd «vecchio» prima ancora di nascere, per di più lacerato dagli esiti comunque nefasti dello scontro tra vertici di partito : esattamente l'opposto di quello che deve essere il PD regionale : nuovo, partecipato, diverso e coeso;
b. Perché protagonisti delle primarie debbono essere i cittadini, quelli che, pur senza tessere, si riconoscono nell'Ulivo, che ho contribuito a creare e far crescere; ritengo di poter far rinascere in loro il giusto entusiasmo e di riuscire a coagulare energie fresche: non solo donne, cui intendo attribuire la vice Segreteria Regionale; ma anche giovani ed esponenti di altre culture e nazionalità, con cui ho stipulato intese precise collocandoli ai primi posti di liste, così caratterizzate; c. Perché sono animato dallo stesso spirito di Rosy Bindi: entusiasmo, libertà da condizionamenti, coraggio di cambiare; d. Perché, per cultura e formazione politica (provengo dai repubblicani e dai Democratici dell'Asinello), ritengo di essere quello meglio in grado di favorire, dentro il Pd, l'amalgama tra le diverse culture che confluiranno.
2. Va riproposto Illy come Governatore; serve però un Pd «nuovo» e «diverso» anche nel rapporto con Lui: un Partito non subalterno e più incisivo nelle scelte della coalizione e del Presidente. Sì all'alleanza con Rc, Verdi e Comunisti italiani: forze che rappresentano istanze reali, che non possono essere disattese. Riguardo a queste forze così come ai «Cittadini per il Presidente» e alla «Lega», la questione non è se fare o meno delle alleanze (perché la risposta deve essere - in linea di principio - positiva) ma come costruire assieme non un vestito di arlecchino, ma un programma coerente e fattibile: ho fiducia che, ricercando condivisione su valori, questo sia possibile, anche grazie ad un Pd autorevole.
3. La legge sulle autonomie locali ha un discreto impianto, ma, in base all'autonomia speciale della Regione, si poteva osare di più e si potevano tradurre meglio, in chiave legislativa, le peculiarità del nostro assetto territoriale ed istituzionale.
4. La domanda è prematura, perché ora la priorità sarebbe parlare non della Regione ma di che forma e che statuto deve avere il Pd: il voto del 14 ottobre serve a organizzare un nuovo Partito non le elezioni regionali. Tuttavia, posso dire che serve operare su almeno tre fronti prioritari: a. Salute, intesa soprattutto come articolato sistema di tutela ambientale e nei luoghi di lavoro, idoneo a prevenire il ricorso a ricoveri e a terapie cliniche e farmacologiche; b. Sicurezza, da garantire e non tanto con rimedi di polizia, ma dando risposte concrete alle condizioni di «precarietà» in cui si trovano molti cittadini, soprattutto giovani, e alle «ansie» di tanti rispetto al contesto e alle prospettive future; c. Integrazione nella comunità regionale di culture ed etnie diverse.
5. Non soffia (al momento) un vento «contro» la politica; spira un forte vento contro un certo modo di fare politica, che rende la politica odiosa agli occhi dei cittadini perché la ha trasformata in fonte di privilegi o di impunità. I cittadini reclamano giustamente un ritorno alla «vera» politica, fatta di dedizione disinteressata e di profondo senso etico. In Friuli Venezia Giulia il Pd deve essere di esempio prevedendo (nel proprio Statuto) il divieto di cumulo delle cariche e il limite di mandati (come già avviene per i Sindaci); inoltre la indennità dei Consiglieri Regionali va ridotta (-30%) come hanno fatto Prodi e i ministri.
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