Barberi e lo spirito della Beat generation
Anche in Italia la fine degli anni ’60 vede protagonisti dell’epocale rivoluzione culturale i giovani della Beat generation. Un movimento di totale rottura con la cultura tradizionale che si esprime...
Anche in Italia la fine degli anni ’60 vede protagonisti dell’epocale rivoluzione culturale i giovani della Beat generation. Un movimento di totale rottura con la cultura tradizionale che si esprime con un ricco bagaglio di simboli a siglare l’appartenenza a una nuova società di rottura con il passato: dalla moda alla musica, dai movimenti pacifisti alle relazioni aperte, dalla lotta di classe ai capelli lunghi, forse la cifra stilistica più marcata, che esprime nel “cappellone” il trade mark del giovane ribelle per definizione. A raccontare in forma grafica lo spirito che pervase questo periodo sociale ricco di fermenti i 56 disegni a china, matita e pastelli di Claudio Barberi, protagonisti della retrospettiva “Segni Sguardo Società”, che si inaugura alle 18.30, alla sala Negrisin di Muggia. La mostra, promossa dall’assessorato alla Cultura e dalla Biblioteca civica (curata dal docente del Dams di Gorizia Massimiliano Spanu e introdotta da Luca Caburlotto, direttore del Polo museale del Fvg), vedrà esposti i disegni dello storico dell’arte raccolti in un album dall’allora ventenne studente, a comporre una sorta di diario per immagini sui temi di contestazione sociale. Le pagine del carnet coprono il periodo tra il Capodanno del '72 e il dicembre del '73, e si ispirano ai fumetti delle riviste satiriche dell’epoca, ai magazine underground europei e ai fumetti e comics americani. Fino al 27 agosto con orario 18-20 (da martedì a venerdì), sabato 10-12 e 18-20, domenica 10-12. (pat. picc.)
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