Bersani: «La riscossa parte dai paesi come Staranzano»

«Con l’incertezza che c’è oggi è doverosa una grande riscossa della Sinistra, a cominciare proprio dai piccoli paesi come Staranzano. È l’unica alternativa per sconfiggere una Destra che non è liberista come quella americana o quella di Berlusconi. Questa è un’altra destra, è di tipo nazionalista e regressiva». Ne è convinto Pier Luigi Bersani presidente nazionale di Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista, più volte ministro in diversi Governi, nel comizio di ieri al Cau de Qua in piazza Dante, a sostegno de La Sinistra con capolista Matteo Negrari e del candidato sindaco Riccardo Marchesan nella coalizione di centrosinistra.
Bersani in tour elettorale in Friuli Venezia Giulia per le Europee, era assieme ai candidati europei Furio Honsell, capogruppo in Regione per Open Sinistra Fvg e Maria Cecilia Guerra. C’era tanta gente ad ascoltarlo perché «è rimasto – come da alcuni commenti del pubblico – uno dei pochi veri politici di cui ci si possa fidare». Bersani, poi, ha dato qualche suggerimento al sindaco Marchesan, vista la presenza in queste elezioni di un centrodestra molto agguerrito. «Al sindaco e alla coalizione che lo sostiene – ha affermato Bersani – dico che bisogna mettere in chiaro qual è la posta in gioco, perché la Destra come messaggio rompe la coesione, crea aggressività e malumore. Bisogna invece mettere assieme il buon senso, tanta democrazia e costruire un programma con delle novità. Quindi innovazione, ma senza strappi con la tua storia del paese perché lì ci sono le radici. I processi politici hanno sempre preso piede dai territori come l’Ulivo, nato dai piccoli paesi dove ci si parlava».
Poi un duro attacco a Salvini. «È facile per lui – ha detto – con i 27.000 twitt, le trasmissioni televisive, le magliette e giubbotti dovunque vada. È dappertutto. Il ministro dell’Interno non è mai in bottega e quindi è il ministro degli Esterni. Poi rompe il silenzio elettorale e manda messaggi distruttivi al Paese». Per quanto riguarda il voto europeo Bersani ha affermato che è importantissimo. Naturalmente ad alcune condizioni. Bisogna mettere assieme un popolo che è vasto e diversificato. «Oggi – ha sostenuto – quando si fa propaganda per il voto europeo si dice: prima gli italiani chi è in l’Italia, chi è in Germania prima la Germania, chi è in Ungheria dice la stessa cosa. Non è questa l’Europa che vogliamo perché va indietro non avanti. Bisogna affrontare i problemi reali, creare nuovi posti di lavoro, riprendere il sociale solo con l’adesione al programma del PSE, il Partito socialista europeo». Alla fine sono stati presentati a Bersani da Matteo Negrari anche i candidati consiglieri della lista: Monia Azzano, Michele Rossi, Federica Biasiol, Riccardo Faraone, Roberta Russi, Alessandro Presot, Silvia Pellicani, Fulvio Dose, Sara De Luca, Fabio Grillo, Irene Capasso, Fabio Cascioli, Mina Dell’Anna, Omar Volpato e Katia Zini.—
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