Bini rilancia la vocazione di Trieste città turistica

«Trieste è certamente porto ma non è solo porto. Il suo presente e la sua prospettiva sono a tutto terziario. Soprattutto quello turistico, cui serve qualità nel formare il personale e nell’allestire...
Foto Bruni Trieste 18.06.2018 Confcommercio0:Ass.re Bini
Foto Bruni Trieste 18.06.2018 Confcommercio0:Ass.re Bini

«Trieste è certamente porto ma non è solo porto. Il suo presente e la sua prospettiva sono a tutto terziario. Soprattutto quello turistico, cui serve qualità nel formare il personale e nell’allestire le strutture ricettive. Non basta più contare le presenze stagionali, bisogna fare in modo che il visitatore abbia desiderio di tornare in una città di grande richiamo».

Sergio Emidio Bini, assessore regionale alle Attività produttive dell’esecutivo Fedriga, ha esordito ieri in pubblico a Trieste nel nuovo ruolo istituzionale e ha scelto per questa sua “prima” la platea di Confcommercio, nella sede associativa di via Mazzini.

A margine dell’impegno, ha inteso impostare una prima, ancora generica agenda di lavoro. «Una forte Trieste terziaria avrà un peso crescente nella composizione del Pil regionale», ha proseguito il leader di Progetto Fvg. Bini non sottovaluta la presenza industriale nel capoluogo, perchè «realtà come Fincantieri e Wärtsilä portano ricchezza e i pubblici poteri hanno l’obbligo di tutelare i fattori di ricchezza. Nel reciproco rispetto, sia chiaro». Da questo punto di vista, l’assessore dice di volersi ispirare al modello del Trentino Alto Adige.

Bini ha poi individuato le due principali criticità della situazione industriale triestina, che sono Burgo e Sertubi. «Per quanto riguarda Burgo - ha detto - ho già incontrato gli interlocutori imprenditoriali interessati alla riconversione, ai quali ho chiesto la stessa disponibilità che la Regione mostra nei loro confronti». Su questi dossier nessun pregiudizio - ha rifinito Bini - nel percorrere le stesse strade già tracciate dalla precedente giunta.

L’incontro in Confcommercio si è svolto in una sala molto affollata e molto calda. “Nuovi strumenti regionali di garanzia e accesso al credito” era il tema di giornata. A giudizio di Bini, che ha svolto l’intervento introduttivo, esistono tre tipi di aziende: quelle iper-patrimonializzate, quelle sotto-patrimonializzate, quelle mediamente patrimonializzate che però spesso debbono combattere contro i rating bancari. «Senza denaro fresco non si fa impresa - ha detto l’assessore - oggi le banche hanno soldi, i tassi sono accessibili, ma il sistema mostra una certa ritrosia a erogare credito e questo rallenta la crescita economica». In questo contesto e con queste premesse assumono particolare importanza - ha continuato Bini - gli strumenti elaborati dalla Regione.

Strumenti illustrati da Lydia Alessio Vernì e da Diego Angelini. Il primo è fornito dalla regionalizzazione del Fondo centrale di garanzia per le piccole-medie imprese, a copertura delle operazioni di finanziamento da 25 mila a 175 mila euro. Le richieste di garanzia transitano direttamente dai Confidi, sveltendo le procedure e supportando l’attività di verifica bancaria. Il secondo strumento è invece legato all’attivazione della sezione speciale Fvg del Fondo di garanzia per le pmi, che amplierà le possibilità di accesso al credito fino a una copertura massima di 2,5 milioni.

Ernesto Ghidinelli, dirigente della Confcommercio nazionale, ha sottolineato che il Fondo di garanzia nel Fvg ha effettuato nel primo trimestre 491 operazioni per oltre 84 milioni di finanziamenti accolti e per quasi 60 milioni di garanzie. All’apertura dei lavori ha provveduto il “padrone di casa” Antonio Paoletti, alla chiusura il presidente di Confidi Trieste Franco Rigutti.

magr

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