Blitz dei Carabinieri a Trieste: perquisito e portato via l’uomo sospettato dell’attentato alla StarTech
Sequestrato anche vario materiale trovato nella sua abitazione di via Ghirlandaio, tra cui pc, cellulare e una grossa bombola alta un metro

Il cerchio si stava stringendo ormai da giorni sul presunto autore dell’attentato alla StarTech. Finché giovedì mattina è scattato il blitz congiunto di Carabinieri e Digos in via del Ghirlandaio, dove l’uomo risiede. Il 47enne, dipendente dell’azienda e ora in malattia per uno squilibrio mentale, è stato portato in caserma al termine della perquisizione domiciliare. Da casa sua sono stati sequestrati computer e cellulare.
Tra le altre cose, aveva ritagli di giornale sul doppio rogo alla StarTech e una grossa bombola di gas. Stando a quanto trapela, l’uomo risulta – per ora – denunciato a piede libero per danneggiamento a seguito di incendio e minacce nei confronti dell’amministratore delegato dell’azienda.
L’indagato, seguito da un Centro di salute mentale, è sospettato di aver anche affisso i volantini con il simbolo delle Brigate Rosse in via del Ghirlandaio. Erano comparsi il 30 aprile accanto ad altri manifesti che riportavano la sigla dei sindacati Fiom-Cigl, Uilm, Fim-Cisl e Ugl e riguardavano la vertenza in corso alla StarTech. L’affissione sarebbe stata una sorta di “dichiarazione di guerra”, che si sarebbe poi tradotta nel vandalismo incendiario.
La posizione del 47enne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria e non è escluso che possa essere disposta una misura cautelare (qualora ne sussistano i presupposti), anche in base agli eventuali sviluppi investigativi sugli altri fatti del week end: l’incendio di domenica pomeriggio al terreno di via Bonomea dove sono installati i ripetitori Rai e l’atto vandalico alla sede de Il Piccolo, in via Mazzini, nella notte tra domenica e lunedì. Si indaga per capire se c’è un unico filo rosso che lega questi episodi ravvicinati.
La chiave, se l’ipotesi dovesse trovare conferma, potrebbe essere quella di una possibile ritorsione nei confronti dei media dopo la diffusione della notizia dell’attentato. Il blitz di giovedì mattina è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo insieme ai colleghi di Borgo San Sergio, con la partecipazione della Digos della Questura, su disposizione del sostituto procuratore Federico Frezza, titolare del fascicolo.
Nell’abitazione del 47enne militari e poliziotti hanno sequestrato diverso materiale, tra cui pc e cellulare ma anche una bombola di gas alta un metro. Non si esclude che potesse servirgli per preparare altri attentati. A suffragare l’ipotesi di ulteriori piani incendiari sarebbero alcune testimonianze acquisite dagli investigatori, secondo le quali nei giorni scorsi l’indagato si sarebbe recato in alcuni negozi della zona dicendo di voler comprare taniche di benzina.
Non solo: a casa l’uomo aveva conservato un ritaglio dell’articolo pubblicato dal nostro quotidiano relativo al doppio rogo doloso alla StarTech, compiuto sabato mattina.
Un elemento suggestivo, certo, che però va ad aggiungersi agli elementi probatori già in mano agli investigatori. Vale a dire i filmati di videosorveglianza che hanno ripreso l’uomo il giorno del rogo in azienda. Il cappuccio calato in testa non gli è bastato a celare la propria identità: il piromane risulta comunque riconoscibile.
Anche la targa dell’auto usata per raggiungere lo stabilimento sarebbe stato immortalata da uno degli occhi elettronici installati nella zona. Le fiamme erano state appiccate sabato mattina a un albero e alla cabina del metano collocata lungo la recinzione del sito industriale, collocato in strada al Monte d’Oro. Soltanto l’intervento tempestivo dei vigilantes aveva evitato gravi conseguenze.
Una su tutte: l’esplosione della cabina stessa. I sospetti si sono addensati fin da subito sul dipendente di 47 anni, già noto nel contesto aziendale.
Il lavoratore, al momento assente per malattia, di recente aveva minacciato di morte l’amministratore delegato della StarTech, Novica Mrdovic-Vianello, e i suoi famigliari. Azioni sconsiderate di cui ora dovrà rispondere.
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