Braccio di ferro fino autunno per il Consorzio universitario di Gorizia

Il voto di opposizione e “ribelli” del centrodestra blocca la messa in liquidazione. L’assessore Obizzi: «Una scatola vuota, restano i costi». E i tempi si allungano
Bumbaca Gorizia 10.07.2017 Primo consiglio comunale © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 10.07.2017 Primo consiglio comunale © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. Dopo la tempesta, metaforicamente intesa come il vivacissimo botta e risposta in aula, la quiete, che potremmo tradurre con uno stallo carico di incertezza. Cosa ne sarà, a breve e medio termine, del Consorzio universitario che a questo punto dopo il mancato via libera del Consiglio comunale non può essere messo subito in liquidazione, è difficile prevederlo. La sensazione forte, però, è che la questione rischi di restare imbrigliata in un’impasse dalla quale uscire potrebbe essere complicato. E i motivi sono diversi.

I voti contrari (o sarebbe più giusto dire favorevoli, ma alla mozione che ha rispedito la delibera sulla liquidazione in Commissione) sono arrivati dall’opposizione ma anche da diversi componenti della maggioranza, e sono frutto tanto di perplessità relative all’effettiva bontà dell’operazione quanto di rapporti ormai piuttosto logori con gli alleati di centrodestra che oggi in molti casi paiono lontanissimi.

Ecco perché anche dopo il nuovo passaggio in Commissione, peraltro a meno di sorprese non esattamente dietro l’angolo, risulta difficile immaginare che le posizioni in campo possano mutare radicalmente, se a mutare non sarà il contenuto stesso della proposta e della delibera di giunta. Tanto che pure in caso di nuova votazione, il Consiglio comunale potrebbe bocciare la messa in liquidazione del Consorzio.

«Se la liquidazione dovesse saltare il danno già creato da questo stallo sarebbe ancor più importante, perché finiremmo per dover tenere in vita una realtà che ha dei costi fissi ma che al tempo stesso è già stata svuotata delle sue risorse e del suo ruolo, dopo la decisione di chiudere», osserva l’assessore alle Partecipazioni societarie Dario Obizzi, mentre la collega Chiara Gatta, assessore all’Università, già dopo il dibattito aveva criticato duramente l’opposizione, spiegando che «ha preferito la strada del mantenimento dello status quo, nella speranza magari di mantenere qualche poltroncina sempre utile quando c’è da accontentare lo scontento di turno. Mantenere il Consorzio significherebbe mantenere una scatola vuota, questa è la verità sulla quale qualcuno ha goffamente tentato di soprassedere».

Che le posizioni siano ad oggi parecchio distanti lo confermano comunque le forze di maggioranza che hanno appoggiato lo stop alla delibera e il ritorno in Commissione, da Aiutiamo Gorizia a Cambiamo con Toti e Movimento Regione futura, fino al leghista Zotti. «Non si può portare in aula con tanta leggerezza una delibera tanto importante per la città, è un problema di sostanza ma anche di metodo, per questo abbiamo spinto per un approfondimenti – spiega Francesco Piscopo di Aiutiamo –. Il Consorzio ha fatto comunque cose importanti, ed è l’unico interlocutore legittimato a parlare di università per la nostra città».

«Per noi un fumoso e non meglio definito tavolo di concertazione al posto del Consorzio ha valore nullo – osserva Riccardo Stasi di Movimento Regione futura –. Non diciamo che il Consorzio debba essere mantenuto ad ogni costo, ma la proposta alternativa va riempita di contenuti». Un concetto ribadito anche da Rinaldo Roldo di Cambiamo con Toti, che aggiunge: «Serve assolutamente dialogare, ma tutti insieme, senza decisioni calate dall’alto». Mentre Franco Zotti della Lega ricorda il valore strategico ed economico dell’università per Gorizia e precisa che «se la liquidazione del Consorzio sarà priva di reale motivazione, confermerò il mio voto contrario».

Intanto la delibera tornerà come detto in Commissione Università, probabilmente non prima di fine agosto o inizio settembre, quando il presidente dell’aula Cagliari (vista l’annosa mancanza del coordinatore, nodo ancora non sciolto) la potrà convocare. E sarà solo il calcio d’inizio di una nuova, complessa partita tutta da giocare. 

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