Bruno Guerri «Non fu un’iniziativa fascista»

Giordano Bruno Guerri, storico, già direttore editoriale di Mondadori, proporrà il suo libro appena sfornato “Disobbedisco, cinquecento giorni di rivoluzione 1919-1920”, dove ricostruisce i 16 mesi dell’impresa attraverso migliaia di documenti inediti custoditi negli archivi del Vittoriale, intrecciando la grande storia con le vicende degli uomini e delle donne che hanno vissuto quell’avventura. Una presa di Fiume, «tutt’altro che un’iniziativa fascista, come poi si è fatto credere durante il regime, e come tanti ancora credono, vittime della propaganda fascista», come recentemente commentato dallo storico. D’Annunzio partì alle 14.30 dell’11 settembre 1919 dal molo di San Giuliano di Venezia a bordo di una T4 amaranto, allora l’auto di punta della Fiat, per arrivare a Ronchi di Monfalcone la sera. Il poeta riposò in una stanza arredata con un lettuccio, una sedia e una candela. Al suo seguito nei giorni a venire militari, scrittori, aristocratici, femministe, ragazzi fuggiti di casa: un esercito inconsapevole di quanto avrebbe influenzato l’immaginario del ’900. —
T.C.
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