Budapest rivuole i suoi territori. Tensione con Croazia e Slovenia

Un portale governativo riaccende vecchie rivendicazioni che risalgono ai tempi della prima guerra mondiale nel tentativo di ridisegnare i confini ungheresi
<> on May 8, 2014 in Berlin, Germany.
<> on May 8, 2014 in Berlin, Germany.

BELGRADO. Le memorie di eventi drammatici di un passato che solo all’apparenza sembra lontano continuano ancora aggravare, nei Balcani e nell’Europa centrale, sul presente. Lo confermano le tensioni nate in questi giorni in occasione del novantanovesimo anniversario del Trattato del Trianon, l’intesa del 1920 attraverso cui le potenze vincitrici della Prima guerra mondiale “risolsero” la questione dell’Ungheria, dopo la sconfitta degli Imperi centrali e la dissoluzione dell’impero austro-ungarico. Ungheria che, dal Trianon, uscì a pezzi, con un territorio ridotto di due terzi e una popolazione di più della metà. L’amputazione fu uno smacco e una catastrofe per Budapest, le ferite non sembrano ancora essersi rimarginate – e rimangono focolaio per nuove baruffe con i vicini.

A riaccenderle, quest’anno, il portale governativo ungherese About Hungary, gestito dall’Ufficio per le comunicazioni internazionali del Gabinetto del premier Orban. About Hungary che ha avuto l’improvvida idea di postare sul proprio profilo Twitter una vecchia mappa dei territori “rubati” all’Ungheria nel 1920, con cifre puntuali sullo smembramento. Mappa che evidenzia che la Slovenia avrebbe «sottratto» 4mila chilometri quadrati di terra magiara con 64mila ungheresi, la Slovacchia ben 63mila e oltre un milione di cittadini di Budapest. Cifre simili per Croazia – 63mila km/q e 563mila magiari, mentre ben più alte sono quelle attribuite alla Romania, che avrebbe “strappato” 102mila chilometri quadrati di territorio e 1,7 milioni di ungheresi. Seppur presenti sulla mappa, non sono stati forniti dati su Ucraina e Serbia. Mappa, decorata con il tricolore nazionale, che era arricchita da mani, simili ad artigli, intente a squartare il corpo della nazione ungherese.

Quel trattato, ha ricordato il segretario di Stato Arpad Janos Potapi, fu pensato per «distruggere il sistema politico, economico, militare e la società magiara» stessa. Mappa che ha suscitato subito reazioni veementi, sui social, con utenti che hanno affermato che la carta è priva di basi storiche, che «le cifre sono sbagliate», che «nulla fu preso, ma solo riportato la dove doveva essere» o ricordato che «ora siamo tutti nella Ue, inutile versare sale sulle ferite». Ma la bufera su Budapest non si è limitata ai social. A reagire sono stati infatti anche quasi tutti i Paesi confinanti. Ad aprire le danze è stata la Slovenia, che ha condannato l'iniziativa.

Carta, ha stigmatizzato il ministero degli Esteri di Lubiana, che «non contribuisce al rafforzamento dei valori europei di cooperazione e buon vicinato», mentre il premier Sarec ha parlato di «coltellata al cuore della Slovenia». Dura anche la reazione di Zagabria, riportata dal Vecernji List. «Subito dopo che la mappa – una caricatura del 1921 – è stata postata» online, «il ministero degli Esteri e degli Affari europei» croato ha «preso contatti con la controparte magiara» per condannare un’iniziativa «inaccettabile».

Si tratta, ha aggiunto il dicastero croato, di «una completa distorsione dei fatti storici» e Zagabria «ha ricevuto rassicurazioni che non si tratta di accampare pretese sul territorio croato». E neppure la Romania – storicamente il Paese con i rapporti più conflittuali con l’Ungheria – non è rimasta in silenzio. Bucarest che ha «condannato fermamente la riesumazione» di una mappa «che viola l’essenza e i principi della Ue». E che riaccende vecchi contrasti, che potrebbero esplodere nel 2020, l’anno del centenario del Trianon. —



 

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