Caduta dalla scala in cantiere, una sola condanna
Una sola condanna. Nei confronti di Antonella Tranzillo, 42 anni, napoletana residente a Staranzano, in qualità di amministratore unico dell’impresa d’appalto in Fincantieri, Idroservice, la pena pronunciata dal giudice monocratico Fabrizia De Vincenzi, è di 3 mesi, a fronte del risarcimento danni da liquidarsi in sede civile.
Gli altri due imputati a processo sono stati invece assolti con formula piena: Antonio Esposito, 78 anni, di Castellammare di Stabia residente in provincia di Rovigo, rappresentante legale del Consorzio Les Scrl, e Vincenzo Cozzolino, 45 anni di Napoli, residente a Staranzano, in qualità di responsabile della sicurezza della Idroservice, non hanno commesso il fatto.
Il pubblico ministero Mary Mete aveva richiesto invece la condanna a otto mesi ciascuno per la Tranzillo ed Esposito, mentre nei confronti di Cozzolino l’istanza era stata sempre quella dell’assoluzione.
Si conclude così, dunque, il procedimento di primo grado in relazione all’infortunio sul lavoro che aveva coinvolto il sessantunenne G.C., originario di Napoli e residente a Monfalcone, termoidraulico tubista. L’uomo il primo dicembre 2011 mentre stava operando sul ponte 10 al centro della nave passeggeri allora in costruzione, nel posizionare dei supporti per i tubi degli apparecchi antincendio, era scivolato dalla scala sulla quale era salito, cadendo a terra. S’era procurato lesioni che avevano richiesto almeno dieci mesi di guarigione, oltre a subire un indebolimento dell’apparato locomotorio. La Procura aveva contestato le lesioni colpose, ipotizzando anche l’elusione delle indagini, in riferimento al fatto che la scala dalla quale il lavoratore era caduto non era quella indicata nell’immediatezza dell’incidente. Una scala che successivamente gli agenti di Polizia, tornati nel cantiere navale, non avevano trovato. Si attendono a questo punto le motivazioni alla sentenza, per le quali il giudice De Vincenzi si è riservata novanta giorni ai fini del deposito. Certo è che la vicenda è stata ridimensionata rispetto al quadro accusatorio, limitandosi a stabilire le sole responsabilità a carico dell’amministartore unico di Idroservice, stabilendo una pena comunque ridotta rispetto a quanto richiesto dal pubblico ministero. A rappresentare Antonela Tranzillo a processo è stato l’avvocato Maurizio Rizzatto, mentre Antonio Esposito è stato difeso dal legale Ciro Giornano, quindi Vincenzo Cozzolino dagli avvocati Andrea Finizio e Francesca Negro. Il lavoratore infortunato si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Pamela Borghese.—
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