Cantiere navale 3 Maggio il giudice rinvia ancora la sentenza fallimentare
FIUME. Una briciola di speranza, quasi certamente l'ultima. Ieri il Tribunale commerciale di Fiume - giudice Ljiljana Ugrin - ha deciso per la sesta volta di rinviare l'avvio dell’iter fallimentare dello storico cantiere navale Tre Maggio, il cui conto è bloccato da debiti per 148 milioni di kune (quasi 20 milioni di euro) e la cui produzione è ferma da mesi. La giudice ha accolto la proposta di rinvio avanzata dalle organizzazioni sindacali del cantiere e dal direttore generale del Tre Maggio, Edi Kucan. Quest'ultimo ha fatto sapere in udienza di avere avuto lunedì a Zagabria un incontro con il premier Andrej Plenković e con il ministro dell'Economia Darko Horvat: «Abbiamo esaminato diversi modelli per la ripresa dell'attività – così Kucan – ed è stata confermata la volontà politica di riavviare la produzione». La giudice ha fissato la prossima udienza al 4 luglio; forse entro quella data arriverà una risposta – positiva o meno – del potenziale partner cinese, la China Shipbuilding Industry Corporation. Il Tre Maggio non segue dunque - non per ora - il destino della casa madre, il gruppo Scoglio Olivi (Uljanik), per il quale il Tribunale commerciale di Pisino ha decretato l'avvio dell’iter fallimentare.
La prima udienza a Fiume si era svolta il 6 febbraio scorso, poi c’erano stati gli appuntamenti del 26 febbraio, del 12 e del 28 marzo, e del 17 aprile, ma la giudice ha sempre optato per la ciambella di salvataggio. La decisione di ieri ha sollevato qualche protesta tra i creditori, ma è stata accettata. Il sindacalista di punta dello stabilimento, Juraj Šolić, ha asserito che al Tre Maggio sono rimasti 816 lavoratori – pochi mesi fa ve n'erano oltre mille – pronti a portare a termine le commesse concordate: quattro navi. «Gli armatori restano propensi ad aspettarci, sanno che le navi costruite a Cantrida sono di qualità» – ha detto Šoljić annotando che «costruirle e consegnarle sarebbe pure una bella notizia per le casse dello Stato. Dei debiti totali di 148 milioni di kune, 24,8 (3,43 milioni di euro) riguardano le spettanze degli operai. Siamo pronti a lavorare gratise per un mese pur di salvare il nostro cantiere», ha chiuso.
Giorni fa, dopo la vendita dell'ex azienda del Tre Maggio specializzata in attrezzature navali, la Tibo di Mattuglie, gli operai fiumani si sono visti corrispondere i salari di ottobre, novembre e dicembre scorsi. Il ministro Horvat infine ha confermato di non avere ancora informazioni dai cinesi che avevano visitato il Tre Maggio. La partita resta aperta. —
A.M.
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