Cantiere Scoglio Olivi, Zagabria tende la mano: «Pronti a intervenire»

Pola. Si apre uno spiraglio per il cantiere navale Scoglio Olivi, per il quale dallo scorso maggio è in atto la procedura di bancarotta. E quelle che finora erano solo speranze - dei sindacati e della politica locale - di riavviare l’attività dello stabilimento, trovano supporto nelle dichiarazioni del ministro dell’Economia Darko Horvat.
Al cantiere polese, ha detto infatti il ministro, Zagabria potrebbe infatti lanciare una ciambella di salvataggio così come ha già fatto per il “3 Maggio” di Fiume, che si sta risollevando dalla crisi.. Alla base del moderato ottimismo manifestato da Horvat c’è il piano di salvataggio di Scoglio Olivi elaborato dalla curatrice fallimentare Marija Ruzić, che lo stesso ministro ha analizzato con i dirigenti dello stabilimento. Secondo Horvat il punto di partenza del piano potrebbero essere i 140 milioni di euro che l’armatore belga–lussemburghese Jan De Nul è disposto a pagare per riscattare la nave draga commissionata al cantiere e ultimata circa per l’80%. Va ricordato che lo stesso armatore ha già incassato le garanzie bancarie dello Stato, visto che Scoglio Olivi non ha rispettato il contratto di costruzione. C’è poi il problema del completamento della stessa nave, che verrebbe realizzato altrove. «L’unità sarà rimorchiata a Trieste - ha detto Horvat, senza precisare oltre - e per l’operazione sono necessari 700.000 euro che lo stesso Jan De Nul è disposto a pagare, così come l’ultimazione dello scafo».
L’attività cantieristica a Pola potrebbe dunque essere riavviata già in primavera con il completamento di un’altra unità in costruzione, per la quale servono 50-55 milioni di euro mentre alla consegna giungerebbero in cassa 11-12 milioni. «Qualora questi numeri - così il ministro - si dimostrassero attendibili, il governo è disposto a fare la sua parte così come fatto per il “3 maggio”». In altre parole verrebbero fornite le garanzie statali per il rilancio dell’attività cantieristica, con la (ri)assunzione di 450 dipendenti nella prima fase.
Quanto a future commesse, per Horvat una parte delle 5 navi per crociere polari che l’australiana Scenic ha commissionato al “3 maggio” di Fiume potrebbe essere costruita a Pola se gli operai di Cantrida non fossero in grado di costruirle tutte. Prima della crisi per altro lo Scoglio Olivi si era creato una reputazione nella costruzione di unità particolari e tecnologicamente avanzate, come le navi draga di cui c’è buona domanda sul mercato.
Ad ogni modo, il governo - o meglio lo Stato come principale creditore - potrà dimostrare le proprie intenzioni su Scoglio Olivi il 22 gennaio al Tribunale amministrativo di Pisino, appoggiando il piano di salvataggio in discussione. —
P.R.
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