Cartiera Burgo, linea dura della Regione contro i 153 licenziamenti

La governatrice Serracchiani alla proprietà durante l'incontro a Trieste: "Sarà una partita durissima, non l'avrete facile". In ballo i 153 licenziamenti su 372 dipendenti dello stabilimento di Duino. Martedì tavolo a Roma
Il presidio dei lavoratori Burgo in piazza Unità
Il presidio dei lavoratori Burgo in piazza Unità

TRIESTE. «Sarà una partita durissima, non l'avrete facile». Con queste parole rivolte alla rappresentanza della proprietà della Burgo la presidente della Regione Debora Serracchiani ha concluso la riunione del tavolo odierno a Trieste sulla crisi dello stabilimento di San Giovanni di Duino del gruppo cartario, che ha annunciato il licenziamento di 153 lavoratori su 372.

«Dov'è il Piano industriale?» E la domanda da cui è partita Serracchiani, presente al tavolo con il vicepresidente Sergio Bolzonello e l'assessore al Lavoro Loredana Panariti, con la proprietà Burgo e i rappresentanti dei lavoratori. Una domanda a cui la proprietà ha risposto facendo presente che non intende far vedere al momento alcun tipo di documenti, come riporta una nota della Regione.

Ma «senza un Piano industriale e solo con le notizie desunte dai giornali è impossibile capire dove state andando», ha rilevato Serracchiani. «Abbiamo appreso dall'azienda che lo scenario non è quello di una possibile riconversione della linea due - ha osservato Bolzonello - ma il licenziamento di 153 persone non può essere il mantra dal quale non ci si riesce a staccare e per questo noi ci batteremo con caparbietà».

Nella riunione odierna, anche in vista del tavolo nazionale sulla crisi del Gruppo Burgo che sarà convocato a Roma, i sindacati hanno apprezzato l'impostazione metodologica della Regione di prendere come base della vertenza una chiara informazione sulle prospettive del gruppo, mentre dal rappresentante della Burgo è giunta l'assicurazione che la chiusura della linea di produzione due non è preliminare allo smantellamento dell'intero complesso di Duino.

Tesi questa alla quale i rappresentanti dei lavoratori non credono. Burgo, che conta stabilimenti a Duino, a Villorba, nel Trevigiano, e a Verzuolo (Cuneo), attraversa da tempo una crisi notevole che investe in particolare il «patinato» e ha portato alla riduzione della produzione negli impianti giuliano e piemontese, abbinata a un processo di rinegoziazione del debito. «Se il problema è finanziario - ha detto Bolzonello - siamo convinti di poter mettere in piedi strategie capaci di portare a una riconversione».

Serracchiani ha rilevato che, in assenza di chiare indicazioni di strategia industriale, diventa difficile orientare anche le politiche di accompagnamento attuabili dall'Assessore al Lavoro. «Stiamo parlando di 153 famiglie e ogni posto di lavoro per noi è importante - ha assicurato la presidente - Occorre fare ognuno un pezzo di strada».

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