Chirurgia dell’obesità al top San Giovanni all’avanguardia

Il Punto nascita che non c’è più. I (lunghi) tempi d’attesa per ottenere una prestazione specialistica o un esame. La carenza cronica di infermieri. E chi ne ha, più ne metta.
Quando si parla di sanità, quasi sempre è per evidenziare i nei e le cose che non vanno. Ma l’ospedale di Gorizia vanta anche una serie di eccellenze che saranno al centro di un incontro che si svolgerà oggi alle 15 nella sala sotto la chiesa del San Giovanni di Dio. Interverrà, oltre al sindaco Rodolfo Ziberna e al commissario dell’Aas2 Antonio Poggiana, anche l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi. E sarà l’occasione per parlare di buona sanità e servizi attrattivi che richiamano, al San Giovanni di Dio, pazienti anche da altre città.
«Centro di eccellenza in chirurgia dell’obesità». A potersi fregiare del titolo riconosciuto a livello nazionale è l’ospedale di Gorizia. Il centro isontino era stato già accreditato dalla Sicob (Società italiana di chirurgia dell’obesità) dal 2016: anno in cui tutta l’attività bariatrica si era trasferita dal San Polo di Monfalcone al nosocomio goriziano. «Il problema dell’eccesso di peso e dell’obesità in Italia e in Fvg - sottolinea l’Aas2 - ha raggiunto proporzioni preoccupanti. Più del 30% della popolazione è sovrappeso e l’11% è obeso». A Gorizia afferiscono pazienti da tutto il Fvg e da fuori regione, inviati dai medici di medicina generale e non solo, ha spiegato di recente il professore Alessandro Balani.
Riguardo la chirurgia senologica (dottor Giuseppe Stacul), il reparto di Gorizia è indiscutibilmente al top in regione mentre, negli anni, si è registrata un’evoluzione tale dell’Odontostomatologia (professor Daniele Angerame) che l’ha portata a diventare il centro di riferimento nell’area dell’Isontino e della Bassa Friulana.
Continua nella sua tradizione di eccellenza anche il reparto di Urologia diretta dal dottor Fabio Vianello. E la cistectomia radicale con derivazione urinaria è diventata il biglietto da visita della struttura complessa.
Last but not least, il “Percorso Delfino” che si ispira ad un’esperienza già sperimentata da un decennio (e con successo) a Mantova: all’interno dell’ospedale San Giovanni di Dio sono stati individuati degli spazi, dove i soggetti disabili - in primis quelli intellettivi e relazionali, anche se ovviamente il progetto guarda anche a tutti gli altri - potranno svolgere visite, prelievi, terapie o accedere al Pronto soccorso in un ambiente pensato appositamente per loro. —
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