Chiusa fino a lunedì la Strada del Vallone Fioccano le prime multe contro i “furbetti”

Oggi tavolo in Prefettura per l’analisi della frana di venerdì e definire le soluzioni. Partita la messa in sicurezza a Bonetti
Bonaventura Monfalcone-05.11.2018 Chiusura strada del Vallone-Iamiano-Doberdò-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-05.11.2018 Chiusura strada del Vallone-Iamiano-Doberdò-foto di Katia Bonaventura



Resterà blindata per diversi giorni, fino alle 24 del 12 novembre salvo contrordini, la strada del Vallone, nevralgica arteria di collegamento tra l’Isontino e l’area Giuliana su cui venerdì scorso si è abbattuta una frana di proporzioni massicce. Solo per miracolo i tre macigni, ciascuno del volume di una Smart, non hanno centrato una delle centinaia di vetture di pendolari quotidianamente in transito sulla 55. L’interdizione veicolare posta dal km 4,9 al 6,7 – in località Bonetti – di fatto sega in due la lunga arteria e mette al bando i mezzi pesanti, di stazza superiore a 3,5 tonnellate. L’ha stabilita l’ordinanza emessa ieri dall’Anas, ente competente sul tratto, che in un primo momento, dopo la rimozione dei due massi piombati sulla carreggiata (un terzo è “rimbalzato”, ha scavalcato il guardrail e ha terminato la caduta libera sulla sottostante vallata) e il ripristino del piano viabile, aveva riattivato la circolazione, ripensandoci però sabato verso le 18, a seguito degli esiti di alcuni sopralluoghi tecnici.

La Protezione civile infatti aveva subito provveduto a una verifica del versante del Varda, constatando come la superficie rocciosa fosse «interessata – così si legge nel documento – da possibili fenomeni di distacco di massi isolati e placche rocciose» che potrebbero coinvolgere la viabilità. Di qui la «temporanea chiusura in via precauzionale» operata dall’Anas, necessaria all’analisi della situazione e alla messa in sicurezza dell’area, avviata già ieri, come confermato anche dal sindaco di Doberdò del Lago Fabio Vizintin. Sempre ieri, peraltro, sono stati incrementati i controlli da parte delle forze dell’ordine, per un monitoraggio attento sulla viabilità al fine di evitare che conducenti furbetti, si fa per dire visto che il rischio è quello di assistere a una frana in diretta o, peggio, di venir sepolti dalla colata di roccia, “forzino” le barriere di new jersey. Diversi guidatori, alcuni professatesi in assoluta buona fede (ma ormai la segnaletica è stata ben disposta e dunque una svista è impossibile), sono stati sanzionati già dalle 8.

La situazione, cui l’abitato di Doberdò guarda con comprensibile preoccupazione, è massimamente attenzionata da piazza Vittoria che per oggi ha indetto una riunione, convocata in via d’urgenza dal Prefetto Massimo Marchesiello, per una valutazione delle cause del fenomeno e «la definizione delle possibili soluzioni per garantire la sicurezza della circolazione». Al tavolo parteciperanno il Servizio geologico della Regione, la Protezione civile regionale, l’Anas, la società Strade Fvg, Autovie venete, la Polizia stradale, i Vigili del fuoco, i Carabinieri e ovviamente il sindaco di Doberdò del lago.

Già nella nottata di venerdì, invece, il primo cittadino Fabio Vizintin, in via cautelativa, aveva emesso un’ordinanza di chiusura della strada alta del lago, estesa un paio di chilometri, che da Bonetti conduce a Doberdò. Su quel versante insiste una pietraia e poiché in passato si verificarono, in corrispondenza di un altro settore poi messo in sicurezza con reti metalliche, dei cedimenti l’amministrazione aveva ritenuto opportuno vietare l’approdo finché il quadro della situazione geologica non sarà più chiaro. Il provvedimento, qui, potrebbe durare settimane. Non si tratta di un collegamento particolarmente battuto, né vi risultano insediamenti, tuttavia è un sentiero percorso da escursionisti. Il sindaco ha definito la situazione di ieri «decisamente migliorata», perché «sono aumentati i controlli delle forze dell’ordine» e anche la segnaletica è stata perfezionata, soprattutto per evitare che i conducenti da Gorizia diretti verso Trieste si trovino in un cul-de-sac e costretti a un’inversione a “U”, con spreco di tempo. –



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