Chiuso il Centenario ma la campana Chiara è rimasta muta
Più che Chiara, muta. Le celebrazioni per ricordare la devastazione della Prima guerra mondiale si sono concluse ieri, ma al sacrario militare di Oslavia la campana “Chiara” continua a non suonare. Nel giorno della festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate, a riportare all’attenzione di tutti la vicenda è il cappellano militare don Sigismondo Schiavone.
Alla messa celebrata nella cripta dell’ossario in occasione di Ognissanti, per la prima volta, quest’anno, ha partecipato anche l’associazione Amici della Croce nera austriaca, ma a Oslavia, ricorda l’assistente spirituale, arrivano pellegrini anche dall’Ungheria e da tutta Italia, «discendenti dei soldati del Regio esercito italiano e dell’Imperiale esercito austro-ungarico che hanno combattuto qui per la nostra città di Gorizia e che riposano nel sacrario al cui interno vi sono raccolte 57.201 salme italiane, di cui 36.440 ignote, e 539 austriache, di cui 401 ignote».
Don Sigismondo evidenzia che il silenzio della campana solleva numerose proteste. Il silenzio più grave è quello che si è “sentito” «nel giorno solenne della fine della inutile strage nel suicidio di un secolo fa», dice il cappellano ricordando: «Da molti anni la grande campana votiva, gemella di quella più nota di Rovereto, offerta ai cittadini, mutilati, combattenti di tutta Italia, è muta. Tutti i pellegrini italiani e ungheresi convengono che è uno scandalo al quale bisogna porre fine, che chi è pagato con soldi del contribuente non abbia provveduto dopo tanti anni, troppi ormai, a far suonare la campana in onore dei giovani soldati caduti per amor di patria. Se non ora, quando?», chiede don Sigismondo.
Don Schiavone, quindi lancia il suo appello: «Se il ministero della Difesa non è in grado con i suoi potenti mezzi di far suonare la campana “Chiara”, la regali ad una parrocchia che la faccia suonare. Questa infatti è la sua finalità: suonare. E questa è anche la volontà dei turisti pellegrini che hanno atteso invano, nel 59esimo compleanno della campana, centenario della fine della Grande guerra, i suoi rintocchi».
La campana “Chiara”, così chiamata in onore di Santa Chiara d’Assisi, venne inaugurata il 4 novembre 1959. Ogni giorno al tramonto batteva 100 rintocchi per ricordare i soldati morti e ai suoi rintocchi tutti si fermavano. —
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