Cinque Stelle del Fvg, nessuna legge ma 106mila euro restituiti

TRIESTE. Falliscono l’operazione “scatoletta di tonno” (ad oggi zero leggi presentate, poche le interrogazioni e le interpellanze rispetto agli altri partiti) ma riescono a far musina. I grillini, dopo tre mesi e mezzo di rodaggio in Consiglio regionale, mettono a segno il primo “restitution day”: il gruppo, secondo quanto sostenuto ieri in conferenza stampa, ha versato al Fondo sviluppo per le piccole e medie imprese del Fvg un totale di 106 mila 126 euro.
Si tratta della parte dell’indennità incassata finora e ritenuta eccessiva: la capogruppo Elena Bianchi, il vice Andrea Ussai, Ilaria Dal Zovo, Eleonora Frattolin e Cristian Sergo, come annunciato a giugno si trattengono 2.500 euro netti di stipendio e rimborsi non oltre i 1.000 euro al mese, rendicontati. Il resto della paga lo devolvono. «Soldi non dovuti – ha osservato Sergo – che abbiamo deciso di consegnare alla Regione attraverso il fondo».
Un’iniziativa anti-privilegi, concordata con la base e formalizzata in un emendamento approvato nella legge di assestamento di bilancio. «Ora – ha fatto notare Sergo – tutti i consiglieri, i parlamentari e i cittadini potranno fare la stessa cosa utilizzando il fondo». Un invito rivolto, in particolare, ai colleghi d’aula: «Chiediamo loro di fare altrettanto, visto che tutti in campagna elettorale avevano proposto di ridursi lo stipendio».
I pentastellati hanno colto l’occasione per chiarire l’attività legislativa svolta. Lo hanno fatto portando in sala una maglia nera, così da ironizzare sulla scarsità della propria produzione documentata dal Piccolo nei giorni scorsi. «È vero che in questi mesi non abbiamo presentato nessuna legge – ha confermato Sergo – ma, sui costi della politica, avevamo preparato una proposta di legge, poi non portata in aula, con l’obiettivo di arrivare a un provvedimento condiviso da tutti i gruppi. Questo, anche per non sovrapporre le leggi in commissione e per non allungare i tempi». M5S ha garantito un costante impegno «sulla lotta agli Ogm, lo studio della carte sulla Tav, crisi dell’Ideal Standard, centri commerciali, Cie di Gradisca e Ferriera”. E poi, ha concluso la capogruppo Bianchi, “siamo sicuri che servono altre leggi? Di nostre comunque ne arriveranno, anche se mancano i piani come quello energetico e della tutela delle acque che però spettano alla giunta».
(g.s.)
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