Cisint: «Meno pressione fiscale e i fornitori pagati in 28 giorni»

Il Comune di Monfalcone chiude in “attivo” il 2018 per quasi 900 mila euro, ma sono forse altri gli indicatori della performance del municipio da tenere in considerazione. Perlomeno per il sindaco e assessore alle Finanze Anna Cisint, che non ha mancato di sottolinearli nel corso della seduta del Consiglio comunale di mercoledì pomeriggio dedicata all’esame del Conto consuntivo 2018 e della variazione al bilancio 2018 collegata.
«Dal 2015 al 2018 il fondo cassa del Comune è sceso da 27,978 milioni a 17,166, mentre la capacità di spesa è salita da 54,137 milioni ai 72,316 dello scorso anno – spiega il sindaco – e le riscossioni sono pure aumentate da 56,109 milioni a 71,841 milioni. I numeri bisogna saperli leggere e comunque dicono che la riduzione del fondo cassa va di pari passo con l’aumentata capacità di spesa dell’ente. I soldi c’erano e ci sono e noi li abbiamo spesi».
Si tratta di oltre 11 milioni in opere pubbliche tra 2017 e 2018 e dei relativi pagamenti ai fornitori (la spesa corrente è invece in sostanza stabile). «È una scelta dettata non solo dall’esigenza di migliorare le infrastrutture della città e per i cittadini – afferma il sindaco –, ma anche dalla volontà di far girare, per quanto possibile, l’economia, facendo lavorare le imprese edili e non» . Allo stesso tempo è migliorata la capacità di riscossione, che non va collegata solo agli incassi di imposte e tasse locali o al pagamento delle tariffe dei servizi a domanda individuale. «La voce include i contributi ricevuti da Regione e Stato – spiega ancora Cisint – e a formarla contribuisce anche l’impiego dei mutui accesi, ma non utilizzati, perché le opere non erano state avviate. In realtà sono questi due ambiti ad aver inciso sull’incremento della riscossione, perché le entrate da fiscalità locale e servizi a domanda individuale sono in realtà stabili, se non diminuite».
In aula il sindaco non ha mancato di ricordare come la sua amministrazione abbia ridotto finora la pressione fiscale di 2,2 milioni di euro, con un risparmio medio pro capite di 147,71 euro. «Una politica questa che punta a sostenere i cittadini e, in via indiretta, la loro capacità di spesa, quindi l’economia locale», rivendica con forza il sindaco, ricordando comunque anche gli “sconti” praticati alle società che decidessero di insediarsi ex novo a Monfalcone. A completare il quadro, secondo Cisint, c’è pure il fatto che il Comune sia un ottimo pagatore, perché le fatture vengono saldate ai fornitori a 28 giorni, nel caso in cui lavori e forniture siano ineccepibili. «Poi è vero che gli enti locali hanno bisogno di adeguati strumenti legislativi per poter investire quanto hanno già in cassa – conclude l’assessore alle Finanze –. Credo che, comunque, il Comune di Monfalcone rappresenti già ora un modello virtuoso, valevole di essere esportato in realtà» . —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Riproduzione riservata © Il Piccolo








