Colavitti spara a zero sul ritorno di Monassi

Nell'attesa che la segreteria generale del Consiglio dia il via libera (oppure no) alla nomina di Marina Monassi, indicata da Forza Italia in Regione come futura presidente del collegio dei revisori...
Di Marco Ballico
Lasorte Trieste 19/04/16 - Hotel Savoia, Presentazione Candidati Lista Dipiazza, Elezioni Comunali, Tondo, Dipiazza, Colavitti
Lasorte Trieste 19/04/16 - Hotel Savoia, Presentazione Candidati Lista Dipiazza, Elezioni Comunali, Tondo, Dipiazza, Colavitti

Nell'attesa che la segreteria generale del Consiglio dia il via libera (oppure no) alla nomina di Marina Monassi, indicata da Forza Italia in Regione come futura presidente del collegio dei revisori contabili dell'Ater unica Fvg, Pietro Colavitti, l'uscente, si toglie i sassolini. Ne ha per tutti: per la stessa Monassi, per Bruno Marini, per Giulio Camber. Mettendo alla spalle settimane di silenzio, il presidente in carica dei sindaci Ater (prorogato dall'assessorato Santoro in una fase di raccolta della documentazione del rinnovo cariche, con un legale di Colavitti in campo per verificare le procedure che hanno portato all'indicazione di Monassi) ricorda di essere antico socio e tesoriere della Lista Dipiazza, nonché membro del consiglio direttivo della civica, e racconta il suo punto di vista sull'operazione che ha visto Autonomia responsabile prendere atto che, nella rotazione delle cariche a disposizione dell'opposizione, fosse arrivato il turno degli azzurri. E pazienza se quello di Monassi è un nome che divide, il Nuovo centrodestra non si è nemmeno presentato al momento dell'indicazione e la Lega Nord ha avanzato la candidatura di un altro professionista, il commercialista pordenonese Davide Scaglia.

Il merito, innanzitutto. «La nomina contestata - ricostruisce Colavitti - non è stata formalizzata dal Consiglio regionale, ma in una riunione ristretta, non so se davanti a una tazzina di caffè, modalità non prevista da alcun regolamento. Auspico dunque una votazione in aula, vedremo come si esprimeranno i singoli consiglieri». Poi il caso politico. «Non ho mai voluto commentare o criticare nessuno - prosegue il braccio destro di Roberto Dipiazza - tantomeno le capacità della signora Monassi. Ma, dopo alcune scriteriate dichiarazioni sulla mia professionalità e onorabilità, sento il dovere di ribattere». Il riferimento è alle parole di Monassi, che ha motivato la nomina di tre anni fa di Colavitti nel collegio sindacale Ater con la «bravura» del commercialista. «Cosa c'entra lei nella mia nomina del gennaio 2014? - è la replica - Vada a riguardare gli atti del Consiglio e rileverà che qualcuno non mi votò, forse proprio Marini. Candidato da Dipiazza, ottenni infatti 17 voti a favore e uno solo contro». Insistendo con Marini, il consigliere triestino di Forza Italia che non ha condiviso l'annunciato ricorso, Colavitti aggiunge: «Prima di argomentare, è meglio si legga le carte relative alla vicenda in corso, perché evidentemente ignora come stanno le cose. O non sa o non ha letto che entro le 13 del 30 gennaio scorso dovevano essere presentate da consiglieri regionali di minoranza le candidature e relative documentazioni. Ebbene, la mia candidatura è stata avanzata da Giorgio Ret di Autonomia responsabile, dopo che all'interno del gruppo si era parlato di questo argomento, con me personalmente e anche con il capogruppo. Sono dunque gravi le dichiarazioni di Marini. Interventi che, oltre a imbarazzare gran parte della coalizione di centrodestra in Comune a Trieste, ledono anche il prestigio del sindaco Dipiazza». Un Dipiazza nei confronti del quale, «come dimostrano centinaia di messaggi e telefonate che ho ricevuto in questi giorni», è stato fatto «un brutto sgarbo» da parte di chi - l'innominabile Giulio - «continua a voler dire: qui comando ancora io». Anche per questo Colavitti promette battaglia: «Non solo perché sono interessato, lotterò fino alle fine».

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