A Trieste scattano i saldi invernali, le vendite private per gli habitué

L’ulteriore ponte con l’Epifania porta nei negozi di abbigliamento molti turisti specie sloveni e croati

Micol Brusaferro
Accanto all’allestimento delle vetrine per i saldi tradizionale prende piede la formula della vendita privata Foto Lasorte
Accanto all’allestimento delle vetrine per i saldi tradizionale prende piede la formula della vendita privata Foto Lasorte

I saldi invernali iniziano ufficialmente oggi, 3 gennaio, a Trieste, come nel resto del Friuli Venezia Giulia. I ribassi, però, sono partiti ormai da giorni in tutti i negozi o quasi. E se fino allo scorso anno gli sconti anticipati venivano applicati sotto forma di “vendite promozionali”, adesso si utilizzano soprattutto le “vendite private”, riservate quindi semplicemente a chi si iscrive a un programma fedeltà o lascia i propri dati per ricevere newsletter e pubblicità. Potendo godere quindi di privilegi.

 

Venerdì in piazza della Borsa e dintorni almeno cinque negozi avevano optato per questa modalità. Alla quale comunque si aggiungeranno, a partire da oggi, i consueti saldi, con percentuali tra i 20 e il 70%. Tra le attività che ieri proponevano le vendite private, alcuni marchi come Goldenpoint, Desigual, Bata, Replay, Oltre o Motivi. Altri brand hanno optato per diverse diciture nei giorni scorsi come “anteprima prezzi speciali” o “sconti invernali”. Ad approfittarne sono stati tanti turisti, sloveni e croati in particolare, come spiegano diversi negozi. «Ricordiamo che da noi le promozioni non sono vietate, quindi ognuno può stabilire i prezzi e gli sconti quando e come vuole – ricorda Elena Pellaschiar, alla guida del Gruppo Commercio di Confcommercio – Posso comunque dire che i saldi restano un appuntamento atteso, perché si trovano sempre affari. Iniziando molto presto quest’anno riusciranno a captare anche i tanti turisti che sono ancora in città, rimasti dopo il Capodanno, complice il ponte dell’Epifania. Inoltre, come accade da qualche anno, il vero freddo non è ancora arrivato, ci sono quindi tanti capi caldi che la gente potrà trovare con sconti utili».

Sul fronte dei clienti Pellaschiar, come molti negozianti, conferma che «sloveni e croati sono aumentati tanto nell’ultimo periodo, sia durante le ultime festività sia nei mesi prima» e guardando al settore in generale aggiunge che «la preoccupazione più grande, come Confcommercio, resta sempre l’aspetto delle vendite online, che ormai sono sempre più incontrollate».

Ma nonostante i ribassi siano presenti ormai quasi tutto l’anno, tra le varie attività c’è ancora chi crede nel valore dei saldi di fine stagione, come Alberto Spigolon del negozio Crew, in pieno centro, «la gente li aspetta e a mio parere funzionano ancora, soprattutto nei primi due week end. Anche il periodo in cui iniziano quest’anno – sottolinea – è molto buono, vediamo ancora tanti turisti e parecchi sloveni e croati che vengono a comprare».

I consigli ai consumatori da Codacons, diffusi online nei giorni scorsi, sono quelli di sempre, tra i quali «conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare, – si legge – le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato. Il commerciante – si legge ancora – è obbligato ad accettare forme di pagamento elettroniche (carte, bancomat) anche per i saldi. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani».

Alcuni negozi a Trieste, anche se molto pochi, ieri hanno deciso di chiudere per inventario, per riprezzare la merce e preparare vetrofanie e cartelli per i saldi. C’è chi ha approfittato anche per togliere in anticipo le decorazioni natalizie. —

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