Comune “bacchettato” sull’operazione Coop Dipiazza non rilancia
Il primo cittadino evita lo scontro con il presidente del Tribunale «Da lui giuste precisazioni sul ricorso al concordato preventivo»

ANTEPRIMA Udine 25 Settembre 2007 processo picogna
Roberto Dipiazza si è preso 24 ore per leggere e meditare l’intervento del presidente del Tribunale, Pier Valerio Reinotti, sul concordato preventivo delle Coop Operaie. E nel rispondere ha optato per una linea non conflittuale, nel senso che, in una nota trasmessa ieri mattina, dà atto al magistrato che «le precisazioni del presidente Reinotti chiariscono compiutamente l’azione intrapresa». Il sindaco non aggiunge altro e fa capire che per lui l’incidente è chiuso.
Ricordiamo che il caso aveva preso origine da una replica di Dipiazza a Roberto Cosolini nel corso di una seduta consiliare di metà novembre: in quella circostanza il sindaco aveva manifestato perplessità sulla procedura seguita per le Coop Operaie, avendo ritenuto che una società, che restituisce i crediti ai soci, non può considerarsi fallita. Reinotti ha replicato a distanza che la procedura concorsuale era del tutto giustificata dal momento che il passivo superava i 149 milioni.
L’incidente non è chiuso invece per il capogruppo del M5s in Consiglio comunale, Paolo Menis, che aveva sollevato la questione delle dichiarazioni del sindaco, dichiarazioni sulle quali l’esponente grillino aveva presentato un esposto alla Procura. Menis esprime soddisfazione per l’intervento di Reinotti e spera che siano valutate anche le affermazioni che il sindaco aveva rilasciato a Telequattro sullo stesso argomento lo scorso 9 novembre. «Bastava leggere i bilanci degli ultimi anni - scrive Menis - per capire che la cooperativa stava andando verso l’azzeramento della liquidità».
Torniamo alla nota di Dipiazza, che ha preferito spostare la polemica sul versante politico. «Leggo con attenzione e interesse le dichiarazioni del presidente del tribunale, che fanno luce su una vicenda che sul piano comunicativo non ha brillato per chiarezza». Interrogazioni e interpellanze - continua il sindaco - «spesso purtroppo avanzate da alcuni mestieranti della politica incapaci di lavorare e amministrare per il bene comune, ma abili solo ad alimentare un’informazione di conflitto alle spalle di soci e famiglie che hanno vissuto il dramma del pericolo della perdita dei propri investimenti e in alcuni casi del patrimonio». Dipiazza si augura infine che il tema Coop non finisca in campagna elettorale.
A sua volta Menis, nel comunicato, attacca «il sindaco avrebbe fatto bene a intervenire pubblicamente prima e non durante la procedura concorsuale». «Dov’era Dipiazza - insiste - quando io e Stefano Patuanelli nel 2013 chiedemmo di convocare in Consiglio comunale i vertici di allora delle coop Operaie?». «Ho cercato di spiegare a Dipiazza che il presupposto oggettivo per avviare una procedura concorsuale è lo stato di insolvenza della società - conclude Menis - ovvero l’incapacità di adempiere alle obbligazioni con mezzi ordinari di pagamento». L’avvio del concordato preventivo, secondo Menis, «è stato obbligato» e ha consentito la continuità aziendale in una situazione quasi compromessa.
Cosa aveva argomentato Reinotti nel comunicato diffuso sul caso Coop Operaie? Il magistrato ha riepilogato le principale tappe della vicenda, a iniziare dall’istanza di fallimento presentata dalla Procura nell’ottobre 2014. In seguito a tale richiesta il Tribunale nominava amministratore giudiziario l’avvocato Maurizio Consoli. E la prima relazione di Consoli documentava perdite milionarie nei cinque esercizi immediatamente precedenti.
Depauperamenti del patrimonio sociale a causa dei crescenti prelevamenti, debiti scaduti e non pagati verso i fornitori per oltre 11 milioni di euro, l’assenza di un piano di risanamento per arginare lo stato di crisi: questa - nella nota di Reinotti - la situazione nella quale versavano le Coop Operaie, con un passivo che superava i 149 milioni., per due terzi costituito da debiti verso soci pres tatori. Il recupero di liquidità - ha inoltre scritto - è avvenuto attraverso la vendita del patrimonio aziendale.
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