Con Riccardo il mercato di via Boccaccio scopre il volto della generazione Millennial

il personaggio
Da ieri c’è un volto nuovo e giovane al mercato coperto di via Boccaccio. È quello del diciannovenne Riccardo Mangiullo, un ragazzo che rompe gli stereotipi sulla generazione dei Millennial, quelli secondo cui i giovani sono concentrati solo sul mondo virtuale. Il suo mondo è tanto reale che lo si può mettere anche sotto i denti.
Diplomato lo scorso anno all’Istituto agrario Brignoli di Gradisca d’Isonzo, dopo una breve vacanza e dopo aver aiutato per qualche mese la mamma nella sua attività di toelettatura animali di via Ascoli, Riccardo ha deciso di rimboccarsi le maniche e mettere a frutto i 6 mila metri quadrati di terreno che la sua famiglia ha nella zona della Mainizza.
A gennaio ha cominciato a preparare i campi e a seminare le prime cose e dopo aver fatto richiesta al Comune di Gorizia per uno spazio commerciale in via Boccaccio, ieri mattina, alle 7.30, ha esordito al mercato coperto sollevando la sua prima serranda.
Al momento il box è ancora un po’ spoglio e freddo, ma è certo che in breve tempo acquisterà la sua personalità e diventerà caldo e accogliente per dare il benvenuto a tutta la clientela. Sotto la bilancia, per non lasciare dubbi, intanto Riccardo ha appeso un foglio scritto a mano con un messaggio inequivocabile: “Produzione mia”.
Nel suo primo giorno si è limitato a portare un po’ di insalata e un po’ di misticanza, ma per la prossima settimana prevede di portare anche i piselli. Poi seguiranno pomodori, patate, fagioli, cipolle e tutto quello che crescerà sul suo campo.
«Per ora, rispetto agli altri, sono indietro, ma sono fiero dei miei risultati. Con una primavera così piovosa non è stato facile produrre verdura senza insetticidi chimici», racconta Riccardo guardando le cassette davanti a lui. La scorsa notte alle 5, mentre i suoi quasi coetanei, dopo la tradizionale “cena di matura”, erano a festeggiare in qualche discoteca della regione, lui raccoglieva le sue insalate per portarle sui banchi del mercato coperto.
«Ho avuto la fortuna di avere i miei che mi hanno dato una bella mano», riconosce sottolineando soprattutto l’esperienza del nonno e del papà. La fatica, però, è tutta sua e si può capire quanto sia stato il tempo da lui trascorso tra i campi a curare le piante semplicemente guardando il colore della sua pelle. Nonostante il meteo inclemente di questa primavera, braccia e viso sono già belli abbronzati. «Appena esce un raggio di sole, prendo subito colore», sorride stringendo gli occhi e cercando di vincere quella timidezza legata alla giovane età.
Nonostante la levataccia, nel suo programma del pomeriggio non è contemplato il riposino. «Forse dopo vado a piantare qualcosa: andrò a dormire stasera», assicura con estrema semplicità. Sono circa le 11.30 e nei suoi cestini è rimasto ben poco. Il primo a sorprendersene è proprio lui che infatti sottolinea: «Sinceramente, non credevo di riuscire a vendere tutto, sono contento».
Archiviate le emozioni del primo giorno, ora rimane da scoprire se la sua scelta sarà d’ispirazione per qualche suo coetaneo . —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








