Consiglio bollente sul caso dei tigli tagliati «5 Stelle boicottati»

Il consigliere Casasola chiedeva di leggere in aula una lettera  sulla vicenda ma il sindaco Vecchiet l’ha impedito
Bonaventura Monfalcone-04.12.2019 Taglio Tigli-Via Duca d'Aosta-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-04.12.2019 Taglio Tigli-Via Duca d'Aosta-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura



Una ferita ancora aperta quella legata alla decisione assunta dall’amministrazione comunale di Ronchi dei Legionari di abbattere i tigli di via Duca d’Aosta, nel tratto compreso tra via Roma e via Mazzini, e sostituirli con altre essenze arboree.

Un fatto che spinge il comitato per la difesa degli alberi di via Duca d’Aosta e Legambiente di chiedere alla municipalità ronchese di dotarsi di un regolamento del verde pubblico e privato, di eseguire ed aggiornare il censimento del verde e di adeguarsi ai dettami della legge 10 del 2013. Tutto ciò contenuto in una lettera distribuita a tutti i consiglieri comunali e che l’esponente dei 5 Stelle, Lorena Casasola, avrebbe voluto leggere nello spazio delle comunicazioni.

Ma il sindaco, Livio Vecchiet ed il segretario comunale non hanno ritenuto che, regolamento del consiglio alla mano, la cosa fosse possibile, visto che non era stata prevista nell’ordine del giorno. Scelta che ha provocato l’accesa reazione di Casasola, che ha accusato il primo cittadino di mancanza di democrazia e di non voler accettare opinioni diverse dalle sue.

«Dei 43 alberi abbattuti – si legge – la gran parte aveva il tronco sano, una parte solo minimamente cariato, tanto da non comprometterne la stabilità, e solo alcuni avrebbero richiesto un abbattimento in tempi brevi, seppur non immediatamente». In merito poi ai problemi che le alberature causavano agli abitanti e agli altri utenti della via, rilevate da Maroè e dall’architetto Roberto Franco, si osserva che gli stessi cittadini hanno sottoscritto la mozione per la loro salvaguardia e partecipato alle assemblee, esprimendo contrarietà all’abbattimento e l’attaccamento affettivo.

Si osserva come sia stata confermata la perizia tecnica dell’agronomo Ivan Snidero, interpellato proprio dall’associazione ambientalista, che, pur essendo esclusivamente visiva, aveva individuato solo 5 esemplari con grosse ferite e lesioni in direzione della strada, da abbattere. Anche l’agronomo Andrea Maroè, nella sua perizia eseguita a fine 2018 per il Comune, aveva evidenziato come la propensione al cedimento era scarsa, e suggeriva una fase più o meno lunga di sostituzione degli alberi esistenti, con altri alberi più adatti al contesto e all’utilizzo attuale della via.

«Spesso – continuano – le essenze scelte per i ridotti problemi di manutenzione, come il Pyrus calleryana Chanticleer, non facendo parte della flora autoctona si rivelano inadatti e crescono stentatamente, senza riuscire a ricostruire la bellezza paesaggistica dei filari originari». —



Riproduzione riservata © Il Piccolo