Consiglio unanime Gradisca istituisce il garante per i detenuti

Approvato il regolamento comunale dopo lunga discussione La figura di garanzia necessaria per la presenza del Cpr



È realtà, a Gradisca, il regolamento che porterà all’istituzione di un Garante comunale per i diritti delle persone private della libertà personale. Si tratta della prima municipalità in Italia a dotarsi di questa figura in seguito alla presenza sul proprio territorio di un Centro Permamente per i Rimpatri: altri Comuni, infatti, la prevedono in quanto sede di istituti penitenziari. Un successo di tutto il consiglio comunale della Fortezza.

Pur dopo una lunga ed approfondita discussione, ed una lunga pausa per le necessarie modifiche al testo proposto dal sindaco Linda Tomasinsig, il via libera dell’assemblea civica è stato infatti unanime. Anche la Lega, alcuni mesi fa molto critica sull’istituzione della figura del Garante, ha superato le proprie perplessità e ha approvato il testo.

La figura del Garante - che dovrà essere apolitica, super partes e non stipendiata - rimarrà in carica per un triennio. Avrà il compito di vigilare sulle condizioni di vita all’interno della struttura recentemente inaugurata all’ex Polonio, sul rispetto dei diritti umani, nel rispetto della Costituzione, dalle convenzioni internazionali sui diritti umani, delle leggi dello Stato e dell’Ue, anche attraverso visite periodiche alle strutture di detenzione.

Intanto attorno al Cpr, divenuto operativo lunedì con i primi trasferimenti di migranti irregolari, non si fermra il dibattito politico. Per il consigliere regionale Pd Diego Moretti «il sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig non deve nuovamente di rimanere sola». «L’onorevole Serracchiani - nota Moretti - sta correttamente sollecitando i vertici del Viminale a mantenere almeno la rassicurazione del Ministro Minniti che escludeva la compresenza di Cara e Cpr. A scoppio ritardato arrivano invece le esternazioni del presidente Fedriga con le sue mirabolanti promesse. Ricordiamo quando prospettava l’apertura di un Cpr per provincia e assicurava a tutti la chiusura del Cara. Ma solo i cittadini di quella zona di Gradisca sanno cosa significa abitare vicino ad un posto dove ci sono le sirene di notte e i tentativi di fuga nei propri campi».

Per il segretario dem «la coesistenza di Cpr e Cara dimostra ancora una volta il peso del presidente della Regione nei confronti di Roma».

Contrario al Centro permanente per i rimpatri anche il circolo cittadino di Rifondazione Comunista: «Una galera per chi ha la sola colpa di non aver ottenuto un permesso di soggiorno perché la Bossi-Fini lo impedisce, o per chi vi si ritrova recluso senza avere commesso alcun reato. Gradisca non deve più essere trattata come un feudo del Viminale. Ci vuole un cambio di passo sulle politiche dell’immigrazione, cancellando i fallimenti dei decreti Minniti e Salvini: anche il vicino Cara va ridimensionato e va finalmente avviata un accoglienza diffusa sul territorio». –



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