Cormonesi in divisa austriaca Duello fra storici sui Caduti

CORMONS
C’è fermento ma anche rivalità a Cormons sul tema della ricerca storica. Diverse le associazioni, infatti, che in questi ultimi anni si sono interessate a far luce su aspetti e momenti importanti del passato non solo cittadino. E così oltre al lavoro di personalità come Giovanni Battista Panzera, che con la sua Società Cormonese Austria da tempo opera nel settore dell’approfondimento storico, negli ultimi anni anche l’associazione Ukkosen Teatteri prima e l’associazione Tocs di Cormons poi hanno iniziato a svolgere una significativa opera di archivio, andando a ripescare fatti, fotografie, personaggi che hanno fatto la storia del territorio.
Non sono mancate nemmeno le polemiche. L’ultima riguarda proprio il lavoro evidenziato da Ukkosen Teatteri sui 333 cormonesi dati per “dispersi” durante la Grande Guerra nelle cosiddette Verlustlisten. Questa ricostruzione viene criticata da Panzera e da Stefano Zanuttin, presidente di Tocs di Cormons (le rispettive associazioni promuovono da sabato alle 18.30 la mostra “Memorie della Grande Guerra” in sala civica). «Nel 1998 – scrive Panzera – avevamo pubblicato in un libro l’elenco dei caduti cormonesi. Erano 216, dei quali avevamo avuto riscontro sia a Vienna che a Cormons, e 43 dei quali sapendo che erano deceduti non abbiamo trovato alcun riscontro negli archivi consultati. In totale 259 caduti per Cormons e Brazzano, 3,2% della popolazione. Una percentuale perfettamente in linea con i caduti di altri paesi rurali del territorio isontino. Nell’atteso libro “Cormons-Brazzano 1918” che stiamo preparando e che uscirà per Natale, verrà riportato un elenco dei prigionieri di guerra che sono 134, solo quelli dei quali abbiamo tutti i riscontri». E ancora: «Abbiamo fatto un veloce riscontro solo sui caduti con il cognome Battistutta, uno dei più diffusi, e abbiamo rilevato che delle 8 persone riportate nell’elenco ritrovato solo 3 sono citate nel libro, ma il libro ne riporta altri 9 dei quali sappiamo tutto, anche i cimiteri in cui sono stati sepolti, il nome del medico che ha certificato il decesso ed il nome del curato militare. Ci domandiamo chi siano gli altri cinque Battistutta, troppi per essere anch’essi caduti”. La risposta potrebbe essere che nelle Verlustlisten le perdite sono di quattro categorie differenti: i caduti, i feriti, i prigionieri e i dispersi». —
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