Corso Italia rimesso a nuovo cresce il conto di 272 mila euro

Alla fine, il conto finale è arrivato. E il Comune dovrà pagare 272.283,93 euro in più per il rifacimento (quasi completato) dei controviali di corso Italia.
La cifra al centesimo è contenuta in una determina appena affissa all’Albo pretorio in cui si evidenzia l’approvazione della perizia suppletiva e di variante dei “Lavori di riqualificazione di corso Italia, primo stralcio, opere di completamento” redatta dal direttore dei lavori, l’ingegnere Alberto Galli. Nel documento si evidenzia una «maggiore spesa» di 272 mila euro a favore dell’impresa Ises srl di Nimis che era subentrata alla Co.Ge.T. scarl di Bari, la quale - come si ricorderà - aveva abbandonato il cantiere, determinando un lunghissimo stop alla riqualificazione.
Dove verranno individuati i soldi necessari? Il Comune attingerà dall’avanzo di amministrazione supportato da contributo regionale.
«L’impresa Ises (quella che sta completando i lavori, ndr) è subentrata successivamente all’abbandono del cantiere da parte della Coget e alla conseguente risoluzione contrattuale con la stessa ditta barese. Alla data della risoluzione, la Coget aveva solo parzialmente realizzato le opere previste per la fase 5 (il tratto fra la farmacia all’Orso bianco all’ex Botteguccia, ndr) e aveva inoltre realizzate, ma non ultimate e eseguite a regola d’arte, le tranche da 1 a 4. La perizia suppletiva si è resa, perciò, necessaria - si legge nelle documentazioni - al fine di integrare nell’appalto dell’Ises i lavori per la ripresa delle fasi da 1 a 5. Nell’ambito della perizia si sono inoltre introdotti nell’appalto Ises le maggiori lavorazioni e i relativi nuovi prezzi».
Nel frattempo, scoppia la polemica sui futuri lampioni. A lanciare il sasso l’ex senatrice Laura Fasiolo. «Sono in fase di sostituzione le tradizionali illuminazioni (globi unici nel loro genere quantomeno in Regione) caratterizzanti corso Italia e risalenti al 1938 - sottolinea l’esponente Pd -. Sparirà così la magnifica illuminazione giallo oro così caratteristica di Gorizia. La sostituzione dei globi potrebbe/poteva essere evitata con una semplice variante al Piano regolatore, come avvenuto nella maggioranza dei centri storici o con altri, mi dicono, più semplici accorgimenti».
A rispondere è il sindaco Ziberna che rammenta. «Dobbiamo adeguarci alle leggi. Se uno guarda Sempeter Vrtojba dall’alto, la città sembra buia. Se prendiamo lo stesso punto di osservazione per Gorizia, vediamo un’esplosione di luce verso l’alto e poca verso il basso. Ecco perché si è deciso di cambiare, non certamente per il piacere di mandare in pensione i vecchi lampioni, ormai inadeguati». —
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