Corso Puccini sempre allagato? Era colpa di un “tappo” d’olio



Sversamenti impropri di oli vegetali esausti. Dopo tanti anni di disagi è stato finalmente svelato il motivo per cui i locali di corso Puccini erano soliti allagarsi praticamente ad ogni pioggia “importante”. Grazie ai recenti lavori promossi dal Comune di Muggia è emerso infatti che un enorme blocco di oli vegetali esausti occludeva la rete fognaria impedendone di fatto il corretto funzionamento.

Già ad agosto le caditoie dell’arteria pedonale del centro storico rivierasco erano state interessate da una seconda trance di operazioni di pulizia e spurgo promossa dal Comune e affidata come lavoro di «servizi di gestione dei rifiuti speciali» alla Pertot di Trieste. La pulizia però non aveva dato gli effetti sperati: durante le recenti piogge i locali ai piani terra erano rimasti “protagonisti” di allagamenti, mettendo in difficoltà quindi sia i residenti che le attività commerciali presenti.

Visto il persistere del disagio l’amministrazione comunale aveva convocato nella sala del Consiglio tutti gli “attori” coinvolti per discutere proprio del problema dello smaltimento delle acque meteoriche in corso Puccini e condividere l’intervento che, da lì a poco, avrebbe portato alla risoluzione del problema stesso. «Di certo la pulizia di caditoie e griglie stradali persegue lo scopo di mantenere l’’efficienza degli impianti stradali, evitando il ristagno delle acque meteoriche e contribuendo al funzionamento efficiente del sistema fognario in caso di precipitazioni. Spesso sono operazioni che, per la conformazione della città, non sono purtroppo sempre agevoli: in molti tratti del centro storico le caditoie non sono infatti raggiungibili dal mezzo meccanico di espurgo e lo svuotamento deve essere fatto a mano, con trasporto del materiale attraverso un piccolo mezzo o addirittura tramite una carriola», spiega l’assessore alle Reti Laura Litteri.

Ma la criticità di corso Puccini, come detto, alla fine si è rivelata essere di tutt’altra natura. Da qui la reprimenda di Litteri: «Gli oli esausti smaltiti impropriamente e illegalmente provocano gravi danni ambientali e comportano costi elevati per la collettività. Oltre a inquinare le falde acquifere intasano, proprio come in questo caso, le tubature, fino ad arrivare ai depuratori, creando enormi accumuli di grasso che, solidificandosi, compromettono il corretto funzionamento degli impianti o, prima ancora, come in corso Puccini, compromettono il funzionamento delle reti, con relative conseguenze che si traducono in danni, per tutti».—



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