«Corso sull’omofobia, i docenti non sapevano»

È la prima volta che da un ministero arriva l'invito alle istituzioni a celebrare la Giornata mondiale contro l'omofobia istituita dal Parlamento europeo 5 anni fa. Lo ha fatto il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo che ha chiesto a tutte le scuole italiane di organizzare per il 17 maggio delle iniziative per sensibilizzare insegnanti e studenti. Ma c'è chi denuncia come esistano ancora zone d'ombra, forme di «omofobia istituzionale».
La denuncia arriva da Davide Zotti, presidente del circolo Arcigay e Arcilesbica di Trieste, in occasione del seminario formativo organizzato l’altro ieri proprio in occasione della Giornata, con la collaborazione del Gruppo inter-istituzionale contro la violenza ai minori di cui fanno parte tra gli altri Comune, Ass, Burlo, ministeri della Giustizia e dell’Istruzione con l'Ufficio scolastico regionale. «All'incontro non c'era alcun insegnante: erano invece presenti un centinaio di operatori tra infermieri, psicologi, assistenti sociali, educatori e ginecologi», spiega Zotti: «Tutti gli enti coinvolti hanno diffuso la notizia tra i propri dipendenti affinché potessero iscriversi per formarsi sui percorsi preventivi e di contrasto della violenza omofobica, ma la notizia non è arrivata nelle scuole». Nessun insegnante, nonostante la circolare del ministro. Per Zotti è un comportamento inaccettabile, anche perché l'Ufficio scolastico regionale era coinvolto nel progetto: «Abbiamo iniziato a lavorare sul seminario a novembre e all'epoca erano presenti i dirigenti dell'Ufficio scolastico regionale, che poi non si sono più fatti vedere. Tra le motivazioni ci è stato detto che i temi erano troppo delicati. Il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Daniela Beltrame si è poi rifiutata di informare i docenti di scuola primaria, media e superiore dell'opportunità offerta loro».
«Accuse infondate e pretestuose», è la replica di Beltrame: «Un modo esplicito per farsi pubblicità. Ho molti problemi da risolvere e non posso stare dietro a tutte le iniziative che si fanno nelle scuole. Sul nostro sito abbiamo pubblicato la circolare del ministro che è stata diramata a tutti i dirigenti scolastici, i quali decidono in autonomia se inserire o meno nell'ambito delle loro attività seminari e convegni su questo tema». Al convegno era presente anche il vicesindaco Fabiana Martini: «L’omofobia si combatte con le leggi ma soprattutto con l’educazione, e per questo il Comune ritiene fondamentale la partecipazione delle scuole. Bisogna tenere sempre alta la soglia dell’attenzione, i diritti non si possono mai dare per scontati». Il sindaco Cosolini annuncia che «il Comune aderirà alla rete dei Comuni contro omofobia e discriminazione sessuale».
Sull’accaduto il Circolo Arcigay e Arcilesbica invierà una lettera al ministro dell'Istruzione e all'Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali e di sesso.
Ivana Gherbaz
Riproduzione riservata © Il Piccolo








