«Così a 19 anni ho aperto da solo la mia startup di vestiti biologici»

la storia
A 17 anni ha deciso che sarebbe diventato imprenditore, con l’obiettivo di creare qualcosa di originale. Nel 2018, a 19 anni, ha aperto Kibou, che produce capi di abbigliamento biologici. È la storia del giovane triestino Marco Belluzzo. «Il mio progetto è maturato dallo studio che ho affrontato all’Istituto “Grazia Deledda” di Trieste. Volevo mettermi in gioco per fondare un’impresa tutta mia, sfruttando un’idea innovativa. Il percorso è iniziato con alcune ricerche sul recupero dei materiali e osservando alcune aziende che riciclano alimenti per fabbricare tessuti».
Come per tanti studenti alle prese con la maturità, negli ultimi due anni di scuola, Marco ha deciso che proprio quel progetto sarebbe stato perfetto per lo scritto da presentare ai professori all’orale. «A 17 anni ho cominciato a cercare informazioni, alcune maturate dall’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro, che mi ha permesso di capire come si fonda un’azienda, come si costruisce un sito e come sviluppare quella che è diventata di fatto la mia startup. Ho impiegato due anni per avviarla, ho deciso di utilizzare il cotone biologico trattato senza pesticidi, i colori all’acqua per le stampe e ho trovato i fornitori giusti. La mia azienda rispetta tutta la filiera».
Kibou tradotto dal giapponese significa “speranza” e si rivolge a tutti, in particolare ai ragazzi. «Il mio target va dai 18 ai 34 anni. Ho soltanto clienti italiani, ma il mio marchio è registrato a livello europeo e ho la possibilità di estendere e spedire i miei prodotti in tutti gli stati dell’Ue».
Marco porta avanti la sua realtà con entusiasmo, ma non nasconde alcune difficoltà. Per mostrare le sue collezioni, ha scelto di farle indossare ad alcuni ragazzi, ritratti in diversi angoli di Trieste. «Ci sono stati molti momenti in cui mi sono scoraggiato e ho pensato di lasciar perdere, ma la mia voglia di creare qualcosa di grande mi ha fatto continuare. Gli aiuti più importanti li ho ricevuti da mia madre, che mi ha sempre supportato, e da mio nonno. Avere delle persone come loro al mio fianco, è fonte di coraggio ed energia, perché so che comunque andranno le cose, faranno sempre il tifo per me». –
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