Costa e Carso uniti nel piano per la sostenibilità “griffato” Unesco



Trasformare la fascia costiera e il soprastante ciglione carsico in un «laboratorio di pratiche attive di sostenibilità».

È questo l’obiettivo del Tavolo di coordinamento della Riserva della Biosfera Unesco di Miramare, che si è insediato in questi giorni nel palazzo della Regione di piazza Unità. Si tratta di un organo collegiale costituito da enti pubblici e privati che, attraverso una rete, sosterranno appunto gli indirizzi e le azioni della Riserva della Biosfera di Miramare, la cui competenza è stata ampliata, per abbracciare la fascia costiera fino a Santa Croce e il costone carsico che la sovrasta.

Convocato dall’Area marina protetta di Miramare in quanto soggetto incaricato dal ministero dell’Ambiente del coordinamento del MaB (il programma ideato per promuovere, su base scientifica, un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente, attraverso la tutela della biodiversità e modelli di sviluppo sostenibile) e dal Servizio biodiversità della Regione, il Tavolo ha visto la partecipazione di tutti gli enti che hanno sostenuto la candidatura della costiera triestina a Riserva Unesco e cioè i Comuni di Trieste e Duino Aurisina, la Capitaneria di Porto, l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), il Centro internazionale di fisica teorica “Abdus Salam” (Ictp), l’Università, l’Ordine degli architetti, la Camera di commercio della Venezia Giulia, l’Aries – Gruppo di azione costiera del Friuli Venezia Giulia e il Gal Carso. A questi enti si è aggiunto, in questi giorni, il sostegno del Museo di Miramare.

Al Tavolo è rappresentato anche PromoTurismoFvg, come ente di promozione del turismo sul territorio. «Il ruolo del Tavolo – spiega Maurizio Spoto, responsabile dell’Area di Miramare – è di promuovere e avviare azioni in rete, per la valorizzazione delle risorse scientifiche, culturali e produttive della costiera triestina, sotto l’egida Unesco, in una prospettiva di sviluppo compatibile con la conservazione e tutela delle risorse naturali».

«L’intento – aggiunge Spoto – è di avviare, nel prossimo anno, un processo partecipativo, che coinvolga i vari enti di questo Tavolo, nell’identificazione dei principali elementi identitari della Riserva e ne definisca obiettivi, progettualità e funzioni, garantendo la coerenza con le strategie internazionali del Programma MaB Unesco e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite».—



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