Covid, variante inglese in un positivo su due. Incide di più nell’Isontino

Lo rivela il monitoraggio periodico sulle mutazioni: una trentina i campioni esaminati In poco più di una settimana si passa dal 26 al 50%. Escluse la brasiliana e la sudafricana 
Lasorte Trieste 25/03/20 - Ospedale di Cattinara, Cartello Ospedale in Emergenza, Coronavirus
Lasorte Trieste 25/03/20 - Ospedale di Cattinara, Cartello Ospedale in Emergenza, Coronavirus

TRIESTE Un incremento che, purtroppo, era ampiamente atteso dagli esperti vista la sua contagiosità ben superiore: cresce anche in Friuli Venezia Giulia la diffusione della variante inglese del coronavirus. La conferma è arrivata dalle analisi effettuate dal laboratorio di virologia dell’Asugi (laboratorio di riferimento in ambito regionale) nell’ambito del monitoraggio settimanale sull’andamento delle varianti. Per prevenire l’insorgere di altri focolai i Dipartimenti di prevenzione sono impegnati ormai da un mese nelle operazioni di tracciamento, alla ricerca in particolare della variante inglese, mutazione del virus Sars-CoV-2 che secondo l’Iss ha una trasmissibilità superiore del 37% rispetto ai ceppi non varianti.

I campioni esaminati nei giorni scorsi sono stati una trentina: si tratta di tamponi raccolti nelle aree delle ex provincia di Trieste, Gorizia e Udine, mentre in questa tranche non è stato possibile includere quelli della Destra Tagliamento. Pur parziale, il monitoraggio ha fatto segnare come detto un ulteriore incremento della diffusione della variante inglese, che è stata rilevata nel 50 % dei tamponi esaminati, ovvero un positivo su due. Nel report precedente, presentato giovedì 25 febbraio, su 50 tamponi esaminati (in quel caso c’era anche l’area pordenonese) la variante inglese era stata riscontrata nel 26 % dei campioni. Al netto del numero più basso di casi esaminati, la crescita appare evidente e non ha sorpreso gli esperti, a cominciare dal direttore dell’Unità complessa di Igiene e sanità pubblica dell’Asugi, Pierlanfranco D’Agaro.

L’area in cui l’incidenza della variante inglese risulta maggiore è l’Isontino, praticamente alla pari con il territorio dell’ex provincia di Udine.

Intanto quella di ieri è stata la prima giornata con l’intera regione in arancione dopo più di un mese, ma già si teme l’imminente arrivo di ulteriori restrizioni. La zona arancione «non ci lascia tranquilli – ha affermato il governatore Massimiliano Fedriga intervenendo all’emittente Radio Punto Zero di Trieste –. Stiamo cercando di mettere in campo tutte le misure possibili sia per la situazione contingente sia per l’organizzazione vaccinale per la quale abbiamo aumentato notevolmente i numeri e per la quale stiamo chiedendo più dosi, fondamentali per velocizzare le operazioni».

Per quanto riguarda le scuole, Fedriga ha detto che si nota «un forte aumento dei contagi tra la fascia della popolazione tra gli 11 e i 24 anni, che rispetto alle altre ondate era stata meno coinvolta dai contagi. Abbiamo il segnale che anche la popolazione più giovane viene colpita. È la ragione della scelta della didattica a distanza per medie e superiori». «È chiaro però – ha aggiunto – che se dovesse arrivare la zona rossa rischiamo di dover chiudere, come prevede il Dpcm, anche le scuole di grado più basso». —

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