Crescono i pagamenti a rate delle bollette

Conseguente anche alla mancata erogazione delle misure di sostegno al reddito è la crescente difficoltà della popolazione più bisognosa nel saldare le bollette delle utenze energetiche. Aumenta sempre più, quindi, il peso che grava sulle spalle dei servizi sociali del Comune di Trieste. Secondo i dati forniti dalle società territoriali del Gruppo Hera (AcegasApsAmga per l’acqua, AcegasAps Service per l’energia elettrica e EstEnergy per il gas), il numero degli stacchi per morosità nella provincia di Trieste nei primi tre mesi del 2018 è allo stesso livello dell’anno precedente, ma allo stesso tempo quello delle rateizzazioni per il pagamento dei rifornimenti di acqua e energia elettrica è aumentato di oltre il 40% tra gli ultimi due mesi del 2017 e i primi due del 2018.
Secondo il protocollo firmato tra Comune e gruppo Hera per fronteggiare il rischio di distacco delle forniture domestiche di primaria necessità ai clienti che per situazioni di disagio economico non siano in grado di garantire il pagamento delle bollette, vengono segnalati ai Servizi sociali i cittadini che possono beneficiare delle procedure per la gestione delle sospensioni per morosità e la definizione delle modalità di rateizzazione del pagamento. Alla fine di maggio erano 92 le richieste giunte all’unità operativa territoriale numero 1 dei Servizi sociali relative al 2018, a dispetto delle 158 totali dell’intero 2017. Cioè, alla metà dell’anno corrente si è già arrivati ai due terzi delle richieste totali dell’anno precedente. Dati analoghi risultano all’altra unità operativa del Comune. L’aumento delle richieste sta causando una vera e propria emergenza nei Servizi sociali, con un rapporto assistenti sociali-utenti di 1 a 300.
Tale situazione è emersa nel corso di una seduta della Commissione trasparenza di qualche giorno fa, appuntamento richiesto dall’associazione politico-culturale “Sinistra per Trieste”, secondo cui era anche emerso che nei primi 5 mesi del 2018 il numero di stacchi per morosità sarebbe invece cresciuto del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’assessore comunale alle Politiche sociali Carlo Grilli definisce l’emergenza in corso come un’epidemia e i Servizi sociali come un pronto soccorso che però non può debellare la malattia. «Ci rendiamo conto – dice Grilli – che la situazione è complessa, ma nell’attesa di una risoluzione il Comune può fare molto poco e ha già fatto il possibile con la creazione di 30 borse lavoro».
Marino Sossi di Sinistra per Trieste ritiene che anche le aziende fornitrici dei servizi debbano contribuire a sostenere gli utenti in difficoltà con l’istituzione di un apposito fondo sociale. «Luce, acqua e gas sono beni inalienabili per una vita dignitosa e devono essere in ogni caso scongiurate privazioni dei servizi», afferma l’associazione.
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