Da Osimo a Basaglia, rivivono gli anni ’70

Presentato il libro di Ernè e Sabatti al Caffè San Marco alla presenza del sindaco Cosolini
Di Benedetta Moro
Lasorte Trieste 20/12/15 - Caffè S. Marco, Presentazione Libro trieste Settanta, Claudio Erne'
Lasorte Trieste 20/12/15 - Caffè S. Marco, Presentazione Libro trieste Settanta, Claudio Erne'

Trieste unica e irripetibile, raccontata attraverso l’obiettivo di Claudio Erné e i testi dello stesso Ernè e di Pierluigi Sabatti, autori di un inedito focus sui fatidici anni Settanta, in una città dalla vicenda storico-politica particolare. Quasi trecento pagine e più di duecento fotografie, a comporre un ampio volume, “Trieste Anni Settanta” (Comunicarte Edizioni, 2015), presentato ieri al San Marco alla presenza del sindaco Roberto Cosolini. Un decennio che ha mostrato grandi cambiamenti, con un ruolo significativo esercitato dal “Piccolo”, «che in quegli anni è stato - ha ricordato Sabatti - il luogo delle 65.000 firme contro Osimo, in cui si è sviluppata la protesta, dalla quale nascerà la Lista per Trieste. La politica locale era vista con interesse dai media nazionali, proprio perché aveva queste caratteristiche di novità, la stessa Lista era novità rilevante. Noi non diamo valutazioni, per noi è stato importante registrare i cambiamenti per riuscire a capirli».

In questo libro Ernè e Sabatti si propongono nella loro veste professionale di cronisti, che hanno vissuto nelle redazioni, in strada, nelle radio private. Sono stati «testimoni di un’epoca, in cui abbiamo raccontato senza pretese di oggettività» ha sottolineato Ernè, anche fotografo e storico della fotografia. Riaffiorano i ricordi: tra questi, l’episodio del ragazzo morto sul lavoro a Monfalcone, cui seguì «un corteo spontaneo mai più visto, che invase il centro, con gli operai che spingevano le bici con il basco in testa. Non c’erano tamburi, cartelli, ma un silenzio terrificante».

Un importante filo rosso lega nel volume le vicende di ieri a quelle contemporanee. C’è un’altra morte, che ancora oggi ritorna quasi quotidianamente sui media. Ernè racconta di quei quattro cadaveri dalla pelle scura trovati in Val Rosandra dopo il tentativo di entrare in Occidente. Erano morti di freddo perché due coniugi, alla cui porta avevano bussato, non se l’erano sentita di aprire. Nel dibattito lo storico Roberto Spazzali ha tra l’altro ricordato come «la riforma psichiatrica di Basaglia, se non avesse trovato Zanetti, non si sarebbe avviata», ma anche «i piani effervescenti per la cultura», riguardo alla quale ha rievocato la creatività letteraria simbolizzata da protagonisti quali Tomizza, Voghera, Mattioni, Anzellotti e Cergolj.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo