Dal robot pianista al telegrafo via whatsapp “Maker Faire”, la fiera delle 300 invenzioni

il festival
Trecento inventori si sono radunati negli spazi del Centro di fisica per la sesta edizione di “Trieste Mini Maker Faire”, che ha aperto i battenti ieri in tarda mattinata nel segno di Leonardo, nel 500.mo anniversario dalla morte del genio toscano e a un anno da Esof2020, per una due giorni all’insegna della creatività.
Complice una giornata finalmente di sole, primaverile tendente all’estivo, è giunta una gran quantità di visitatori, tra cui tanti bambini incuriositi dal robot pianista piuttosto che dai videogiochi vintage, come quelli presentati dal progetto 12 bit Retrogaming, o dai modellini ferroviari che rasentano la perfezione del viennese Helmut Telefont. O, ancora, attirati dall’idea di pilotare le evoluzioni in volo di un drone. Dei trecento “maker” ben 95 sono di Trieste. Tra chi proviene da fuori regione nutrita la pattuglia del Veneto, con 34 partecipanti, e buona pure la presenza di sloveni e croati.
Tra le novità di questa edizione la finale dell’European Ropocup@Home: «Si tratta – spiega Luca Iocchi, docente associato di ingegneria informatica alla Sapienza di Roma – di un’iniziativa didattica volta a sostenere la partecipazione di gruppi scolastici all’edizione internazionale. Quest’anno qui a Trieste si sfideranno tre gruppi italiani, rispettivamente di Padova, Belluno e Roma, e cinque provenienti da Messico, Austria, Ungheria, Spagna e Portogallo».
Anche quest’anno, come la scorsa edizione, ad attendere al varco il visitatore accaldato e a sorprenderlo c’è Boramat, il distributore di refoli. E sempre con il vento si gioca con “Lavora La Bora”, che consiste nel soffiare all’interno di un apposito foro per testare le proprie capacità “pneumologiche” e verificare se si riesce a emulare uno storico episodio che riguarda la Bora e uno dei simboli della città, l’Ursus, che nel marzo del 2011 andò alla deriva. E infatti, in cima al meccanismo, “troneggia” un piccolo modello del mitico pontone. Sono tantissimi gli stand interessanti e tutti meriterebbero una citazione. Ma è impossibile non menzionare Teotronico, il robot pianista ideato da Matteo Suzzi, che suona il pianoforte con le sue 53 dita. O il costruttore di orologi da arredamento vintage style, il triestino Francesco Reatti, con la sua invenzione che ogni cinque minuti illumina il testo orario scritto in puro dialetto. Ma a “Maker Faire” è possibile inviare un messaggio whatsapp a un antico telegrafo del 1830: «Uno strumento – spiega Osvaldo De Lorenzo – converte il messaggio in alfabeto Morse».
La manifestazione triestina ha anche una forte valenza “educational”: la Fondazione OneOcean è presente con uno stand che illustra la Charta Smeralda, un codice etico per condividere i principi e le azione a tutela del mare, con uno dei suoi ambasciatori, Mauro Pelaschier, il quale, a bordo di un’auto elettrica a zero impatto ambientale, “predica” il rispetto dei fondali marini.—
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