Dall’iperbolla al puzzle 3D È scienza a misura di tutti

Dalla “scuola di terremoti” al “simulatore analogico di abitabilità”, dal videogioco sulle proteine in 3D alle dimostrazioni di test antidoping: è stato un pacifico bombardamento di stimoli durato un giorno intero, dalle 9 alle 23, quello messo in scena in Piazza Unità ieri per la quarta edizione de “La notte dei ricercatori”, azzeccatissimo preambolo di Trieste Next. Due i momenti in cui si è strutturata la manifestazione, che ha coinvolto, oltre a Trieste, altre 31 città italiane e 300 città europee, con il comune obiettivo di avvicinare il grande pubblico alla scienza.
È stata dedicata alle scuole la prima parte della “Notte”, con la partecipazione di 95 classi e 1.840 studenti. Dalle 14 in poi invece un esercito di curiosi di ogni età, dai bambini agli anziani, ha invaso gli stand degli enti coinvolti nell’iniziativa, praticamente tutti quelli presenti nel nostro territorio, dall’Università all’Icgeb, dalla Sissa all’Immaginario scientifico. Un pubblico estremamente eterogeneo, che ha rappresentato una sfida non da poco per i ricercatori, impegnati a tradurre in parole semplici le complesse attività che ogni giorno svolgono rinchiusi nei laboratori e a trasformare la scienza in un piacevole gioco.
Come approcciarsi per esempio alla struttura delle proteine? Con Foldit, un videogioco per pc che funziona come fosse un puzzle e insegna a manipolare le proteine: «Ci può giocare chiunque - spiega una ricercatrice di Elettra - e progredendo nei vari livelli può imparare nuove nozioni. Ma ci sono anche gruppi di giocatori particolarmente esperti che hanno utilizzato con efficacia Foldit per la ricerca su determinate malattie».
Grande successo ha riscosso anche il macchinario per riciclare la plastica targato Ictp: tutti in fila per aggiudicarsi l’anello in plastica ottenuto da una serie di bicchierini da caffè lavati, triturati, rimodellati a filo attraverso un estrusore e trasformati in nuovi oggetti grazie a una stampante 3D. Consenso scontato per i giochi con le bolle di sapone dell’Immaginario scientifico: la sfida a produrre una bolla gigante armeggiando con secchi di acqua e sapone nel bel mezzo di Piazza Unità è stata raccolta anche dai ragazzi più grandi. Per raccontare l’universo invece l’Inaf ha proposto il “simulatore analogico di abitabilità”: un semplice macchinario composto da una lampada, a rappresentare una stella, dotata di manopola per regolarne la luminosità, e un asse sul quale si muove un ipotetico pianeta. «A seconda della distanza dalla stella - spiega un ricercatore - la temperatura del pianeta varia: così i suoi abitanti potranno “gelare” o “lessarsi.” Ampio spazio è stato infine dato al tema portante di questa edizione di Trieste Next, l’acqua: da quella contenuta nei singoli cibi, oggetto di divertenti quiz, a quella che passa dal nostro rubinetto. È semplice comprendere, versando una provetta di acqua colorata all’interno di un contenitore con della ghiaia raccolta sul Carso, come le nostre falde acquifere possano inquinarsi con facilità.
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