Dati del territorio, banca unica con la Slovenia

Per gestire in modo efficiente e coordinato il territorio a livello transfrontaliero servono dati spaziali omogenei, che sono fondamentali per la pianificazione urbana e delle reti tecnologiche, ma anche per intervenire in caso di emergenze ambientali. Punta proprio all’armonizzazione del sistema di gestione di questo tipo di dati (catastali, geologici, geografici, ambientali, infrastrutturali) tra Italia e Slovenia il progetto Interreg Harmo-Data, finanziato con un milione e duecento mila euro e che sta per concludersi. Tra gli obiettivi del progetto, che tra i partner della nostra regione annovera Insiel Spa e l’Università di Trieste con il GeoSNav Lab del dipartimento di Ingegneria e Architettura, vi è la realizzazione di una piattaforma comune per la gestione regionale transfrontaliera di questi dati (sarà messa online e li renderà accessibili a tutti), la stipula di un protocollo di gestione e l’organizzazione di corsi formativi e workshop sul tema. Lo scorso marzo a Trieste, all’Hotel Savoia, si è svolto uno di questi workshop, che è stato poi riproposto a Lubiana e ha coinvolto, oltre ai sei partner del progetto e agli stakeholder (Arpa Fvg, Regione Fvg e Veneto, Protezione civile, Trieste trasporti, ecc.) 12 studenti universitari italiani e sloveni. «Nel corso del workshop abbiamo presentato i risultati ottenuti finora, le funzionalità della piattaforma territoriale transfrontaliera congiunta per l’accesso, la visualizzazione e il download di dati digitali, i casi studio sviluppati dai diversi partner con il coinvolgimento degli stakeholder e casi pratici di utilizzo di dati armonizzati con software GIS open source», spiega Raffaela Cefalo, responsabile del progetto per UniTs e docente di topografia e cartografia. Che evidenzia: «L’armonizzazione dei dati territoriali transfrontalieri risulta importante per risolvere problemi legati ai diversi standard/formati connessi alla struttura dei dati digitali e consentire una migliore gestione congiunta del territorio, ad esempio relativamente alle aree naturali, all’intervento in caso di disastri ambientali, alla pianificazione urbana e delle reti tecnologiche». I dati spaziali includono una vasta gamma di informazioni, dal rilievo di un’area alla composizione geologica del suolo, dal registro catastale ai dati sulle infrastrutture tecnologiche: sono conoscenze utili per chi gestisce il territorio quotidianamente ma anche per fronteggiare al meglio situazioni di emergenza. Finora i diversi soggetti coinvolti nella gestione territoriale hanno raccolto questi dati in modo disomogeneo e non sempre facilmente accessibile. «E’ stato interessante partecipare al workshop, e all’esercitazione su pc con software Gis open source che ci ha consentito di fare pratica con i dati armonizzati e di elaborare alcune mappe tematiche - spiega Lorenzo Manzin, studente al secondo anno di Ingegneria Civile e Ambientale -. Così ho capito le potenzialità di questo programma e come funzionano e si utilizzano determinati dati: ho iniziato ad avvicinarmi ai temi che affronterò nel corso di laurea magistrale. Mi sono reso conto della grande complessità a livello di dati che sta dietro ad applicazioni come Google Street View». —
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