«Dehors scaduti a dicembre le nostre attività a rischio»

GRADO
«O arriva una proroga entro fine anno altrimenti pensare di avere un piano dehors approvato entro dicembre è follia. Rischiamo di dover smantellare tutti gli arredi esterni, pedane, tavoli, ombrelloni e tende comprese. È a rischio l’attività della prossima stagione».
Arrabbiati a dir poco, ma soprattutto disillusi e insopportabilmente impotenti quella cinquantina di commercianti ed esercenti di Grado che ieri pomeriggio si sono riuniti per l’ennesima volta (è toccato all’hotel Fonzari) sull’emergenza dehors. Dopo le tante riunioni polemiche con il Comune per l’aumento delle tasse (che erano ferme da 25 anni) ecco il nodo principale. Quello della scadenza a fine dicembre dei vecchi permessi concessi allora dalla Soprintendenza. C’erano due anni per arrivare a una sorta di “piano regolatore” dei dehors per disciplinare l’occupazione del suolo pubblico da parte dei Comuni, era obbligatorio un confronto con la Soprintendenza per arrivare a un regolamento.
A Grado il regolamento non c’è ancora, dicembre è ormai alle porte e dalla riunione di ieri sono emerse due questioni forti. Da un lato la necessità di tentare almeno una volta, considerato che ci si trova a Grado, di fare squadra per chiedere alla Soprintendenza una proroga in attesa di un piano dehors. Dall’altra le accuse alla giunta e al sindaco Dario Raugna di non aver varato alcun regolamento sui dehors, di non averlo fatto approvare dal Consiglio e di «essersi lavato le mani» del problema lasciando esercenti e commercianti in balia della Soprintendenza. A scatenare la rabbia l’ultima lettera del Comune a ristoratori e commercianti in cui si spiega che non verrà data più alcuna autorizzazione in mancanza di un “piano monumentale” da chiedere alla Soprintendenza.
«Il sindaco invece di aiutare gli operatori volano dell’economia di Grado ci ha mandato una lettera minatoria» lo sfogo di Cristiano Meneghel che ieri si è svestito della carica di presidente di Amo Grado parlando «a titolo personale» e chiamando a raccolta i colleghi di settore. Una riunione molto animata, piena di interventi. Da altri colleghi come Nevio Scaramuzza che ha attizzato la platea «abbiamo tentato la strada del dialogo ma ci hanno preso per il naso, un dialogo tra sordi». Fino al geometra Daniela Toso, che è anche titolare di un attività commerciale, che ha incalzato il sindaco: «Il Comune deve fare velocemente il regolamento che non è mai stato completato». Tra gli interventi pure quelli di alcuni consiglieri comunali di opposizione, in doppia veste di esponenti politici ma soprattutto di titolari di attività. «Non parlo da politico ma da persona che cerca di difendere la propria attività e la sua famiglia – ha spiegato Maurizio Delbello– e sono qui perché il sindaco non ci difende mentre dovrebbe essere in prima linea». Poi l’appello all’unità di intenti, condivisa pure dall’ex commissario, ora consigliere Claudio Kovatsch.: «Chiediamo assieme la proroga alla Soprintendenza». Roberto Marin invece ha infilato il coltello: «Inutile che ce la raccontiamo, questa giunta non vuole i dehors, vuole togliere tutto. E non serve una bozza, il Comune deve votare in Consiglio il regolamento sui dehors e poi, con un documento approvato andare in Soprintendenza come hanno fatto tutti gli altri Comuni e tornare in aula per il regolamento definitivo messo a punto con tutte le prescrizioni». —
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