Destra europea: no ai fondi Ue per il restauro della barca di Tito
Mentre a Porto Baross a Fiume il suono delle sirene salutava festosamente la partenza a traino dei rimorchiatori di quel che resta della nave di Tito “Galeb” verso il cantiere di Portorè, dove la società Dalmont lo trasformerà in museo galleggiante per un investimento complessivo di circa 8 milioni di euro, a Bruxelles nell’emiciclo del Parlamento europeo risuonavano invece le parole di dura protesta dell’eurodeputato di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini contenute nell’interpellanza alla Commissione europea depositata con la firma anche della collega croata Ruža Tomašić (ala destra dell’Hdz), al suo terzo mandato a Bruxelles ed eletta quest’anno con il maggior numero di preferenze in Croazia. Procaccini protesta perché con il denaro pubblico europeo viene finanziata per oltre 9 milioni di euro l’opera di restauro del Galeb, nave di un «dittatore comunista» quale fu Tito «autore della strage delle foibe e dell’esodo degli italiani dalle terre d’Istria, Quarnero e Dalmazia».
Nel documento, firmato anche da Raffaele Fitto, Carlo Fidanza, Pietro Fiocchi e Raffaele Stancanelli, si chiede «se è vero che i fondi europei dovrebbero essere elargiti con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio la cui preziosità è trasversalmente riconosciuta, e mai per alimentare faziosità ideologica» e si chiede sempre alla Commissione Ue «se non ritiene che il finanziamento concesso possa rischiare di essere percepito come un omaggio al Maresciallo Tito, colpevole di uccisioni di massa, oltre che della promozione di una vera e propria pulizia etnica, e dunque come un tentativo di promuovere una lettura della storia che interpreti ilcomunismo come una fase di opinabile brutalità e se non ritiene che tale sostegno da parte dell’Unione Europea sia contrario a quanto affermato dal Parlamento europeo all’interno della Risoluzione del 19 settembre 2019 sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa».
Molto dura anche l’eurodeputata Tomašić secondo la quale «la nave parlerà del ruolo internazionale insolitamente influente svolto dalla Jugoslavia di ieri», ovvero avrà, secondo l’esponente croata, l’evidente intenzione di glorificare il regime comunista totalitario di Tito. «Pertanto, vorrei chiedere alla Commissione - conclude Tomašić - perché è stato approvato di finanziare con i fondi dell'Unione il ripristino di una nave che servirà a glorificare un regime criminale e i suoi dittatori, che le istituzioni dell'Unione europea hanno ripetutamente condannato?» —
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